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TRUMP UP

Donald Trump estrae milioni dal mondo crypto con $TRUMP. Bloccata la legge che conta di più

Il meme di $TRUMP guadagna ancora per una mossa politica del presidente. Non saranno contenti i dem.
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Il token di Donald Trump continua a seminare il panico dentro e fuori dai mercati. È tra quelli che sono cresciuti di più in settimana, complice anche l’arrivo di un nuovo appuntamento di gala con il Presidente degli USA in persona, che però sta ignorando bellamente una questione molto politica. E che sta causando problemi all’intero mondo crypto.

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Sì, perché le ingerenze di Trump nel mondo crypto, in particolare quando profittevoli per il suo brand, sono uno degli ostacoli principali all’approvazione del Clarity Act, la legge che dovrebbe offrire per la prima volta una normativa chiara sul funzionamento dei mercati crypto negli States. Repubblicani e Democratici stavano lavorando a una soluzione, l’ennesima manipolazione esterna del prezzo di $TRUMP non aiuterà.

Perché i democratici sono furiosi?

Il motivo è molto semplice: Trump e la sua famiglia hanno avviato o sono entrati in attività legate al mondo crypto in modo massiccio. Oltre ai due meme token, uno su $TRUMP e uno su $MELANIA, la famiglia Trump è presente nel mining Bitcoin con American Bitcoin, partecipa a WLFI (anche se una parte importante delle quote sarebbe stata ceduta), secondo WSJ ha avuto affari con Binance e, in aggiunta, continua a cercare di sollevare il prezzo dei token che controlla.

Ultimo caso – che qui Alessandro Lavarello vi aveva già spiegato, riguarda una nuova conferenza, che si terrà nella residenza privata di Trump a Mar-A-Lago e che vedrà la sua diretta partecipazione.

Per prenderne parte, neanche a dirlo, servirà accumulare da qui ad aprile il più alto numero possibile di token $TRUMP. Ed è questo l’unico motivo che ha spinto il token a recuperare in modo deciso, pur rimanendo a distanze siderali dal suo prezzo di lancio.

Il Clarity è fermo

Intanto il Clarity Act è fermo – anche per questo tipo di ingerenze sui mercati da parte della presidenza. Secondo i bene informati non se ne parlerà prima di aprile, con questa deadline che appare come l’ennesima previsione troppo ottimistica.

La buona notizia è che per ora il mondo crypto se ne sta disinteressando, continuando in un momento di relativa forza, nonostante i venti di guerra che ormai spirano a tutta forza.

Anche questa volta però Donald Trump non sembrerebbe voler fare alcun passo indietro.

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