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marathon vende bitcoin

Aveva giurato fedeltà a Bitcoin, ora ne vende 15.133. Questo miner cambia aria

Vendite da parte di Marathon, che pur aveva giurato amore eterno.
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Tra il 4 e il 25 marzo Marathon ha liquidato 15.133 Bitcoin che aveva in cassa. Con i proventi l’azienda, che si occupa principalmente di mining Bitcoin, ha riacquistato debito proprio con uno sconto del 9% circa. Una mossa corretta sotto il piano finanziario, che avrà il suo strascico di polemiche dato il percorso, anche ideale, del gruppo. Le borse premiano la mossa, con il titolo che è arrivato a guadagnare circa il 10% in premarket.

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Mara Holdings è stata una delle protagoniste dell’ultimo ciclo corporate di Bitcoin. Non solo infatti il gruppo si è occupato di mining, ma ha compiuto anche degli acquisti di $BTC a mercato con capitale raccolto a debito.

Vendere Bitcoin per chiudere vecchi debiti

Le note di Mara scambiavano con uno sconto del 9%, rendendole molto convenienti per il gruppo, che ha preferito liquidare 15.133 Bitcoin per quasi 1,1 miliardi di dollari. Quanto rimasto dalla transazione sarà inoltre investito per la transizione, per ora parziale, verso l’intelligenza artificiale. Un passaggio che ha già interessato diversi gruppi che si occupano di mining e che continuerà a essere uno dei trend di questo ciclo.

=> Ne abbiamo parlato qui in un’intervista esclusiva con Kaan Farahani; che non ritiene però che la cosa sia un problema.

Mara Holdings ha fatto quanto una società avveduta finanziariamente avrebbe dovuto fare: ricomprare debito a prezzi interessanti, rinforzare il proprio bilancio, prepararsi a nuove sfide. Mara Holdings però non è soltanto una società che deve fare profitti, migliorare il bilancio e sfruttare le occasioni a mercato.

È infatti anche un’azienda che ha chiesto fiducia ad un pubblico, quello degli amanti di Bitcoin, che ha sempre trattato con i guanti bianchi le società che strizzavano l’occhio al settore.

A marzo era arrivata la comunicazione della possibilità di vendere Bitcoin. Il giorno successivo alla comunicazione ha iniziato a farlo, liquidando in modo relativamente rapido oltre 15.000 Bitcoin. Il tutto durante una fase non brillante per i mercati, più che condizionati dalle notizie di guerra che arrivavano dall’Iran.

Trust no one

Il motto dei Bitcoiner è da sempre don’t trust, verify. Questo almeno quando c’è da fidarsi dell’infrastruttura che muove il denaro del nuovo millennio. Peccato che però non sempre questa massima, corretta fino in fondo, venga applicata anche a turisti dei mercati che cercano di pescare benevolenza tra gli stessi bitcoiner.

Ora la speranza è che in tanti abbiano imparato la lezione – e che evitino in futuro di dedicare affetto e denaro ad imprese che poi sono, per loro stessa natura, pronte a tornare indietro.

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