Home / Un altro miner vende migliaia di Bitcoin: Riot si sposta (forse) verso AI

miner vendono

Un altro miner vende migliaia di Bitcoin: Riot si sposta (forse) verso AI

I miner vendono Bitcoin, di nuovo. Questa volta tocca a Riot. Non è un problema.
miner vendono

Alcuni dei più importanti gruppi del mining Bitcoin continuano a vendere. Dopo Marathon (che sta attraversando un periodo di profonda ristrutturazione) e Core Scientific, arriva la conferma anche da Riot Platforms. Nella prima parte del 2026, il gruppo ha venduto 3.778 Bitcoin, circa un quinto del totale dei $BTC in cassa. Al gruppo ne rimangono comunque 15.680, più altri 5.802 utilizzati come collaterale per prestiti. Il prezzo di Bitcoin sembrerebbe aver trovato un bottom, buon segnale sulla tenuta dell’asset sui mercati nonostante chiari di luna ormai evidenti ai più.

Con Bybit hai 30€ in Bitcoin gratis se ti iscrivi da qui e versi con PayPal. Una promo esclusiva – che ti permette di avere un grande aiuto nella costruzione del tuo portafoglio.

A spingere in generale le vendite del settore mining sono due questioni: la prima è la necessità di finanziare le operazioni correnti, cosa che si fa più complicata con il prezzo di $BTC molto al di sotto dei suoi recenti massimi. La seconda invece è il finanziamento del passaggio al settore AI. Tanti miner stanno cercando di estendere le loro operazioni al settore dei datacenter per i calcoli necessari ai modelli di intelligenza artificiale. Settore redditizio, che però richiede una quantità di investimenti importante.

Meno Bitcoin in mining, meno Bitcoin in cassa, ma le vendite pesano

Un cammino, quello AI, che anche Riot sta cercando di compiere, come altri concorrenti diretti quotati in borsa. La vendita avvenuta nel corso del primo trimestre però – almeno sulla documentazione ufficiale, non è stata giustificata in alcun modo. Non sappiamo pertanto se Riot ha venduto per finanziare investimenti oppure per coprire i costi del mining.

  • Produzione in calo

Per Riot è più importante però il risultato in termini di produzione di Bitcoin. Il gruppo ha riportato 1.473 Bitcoin ottenuti tramite mining, meno della metà di quelli che ha venduto. È in leggero calo rispetto ai 1.530 che erano stati riportati per il trimestre precedente. La distanza dal dato precedente è comunque del 4% – a preoccupare di più è quanto valore in dollari rappresentino quei Bitcoin, con il prezzo medio che è sensibilmente più basso oggi rispetto a tre mesi fa.

  • Il mining gode comunque di ottima salute

Nonostante le defezioni e nonostante ci siano stati dei problemi in termini di prezzo, il mining continua a godere di ottima salute. Per il prossimo aggiornamento, che è arrivato proprio oggi, alla difficulty, abbiamo avuto un incremento del 3,87%, dopo che la scorsa settimana avevamo assistito ad una riduzione della stessa del 7,76%.

Un segnale di qualche difficoltà, ma comunque momentanea, non grave e non impattante sul livello generale di sicurezza di Bitcoin. A preoccupare forse di più sono le commissioni aggiuntive, mai così basse dal 2011, come vi ha raccontato Alessandro Adami in un suo recente approfondimento.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments