Una notizia preoccupante, della quale però quasi nessuno ha capito nulla. Partiamo dal principio: Italia e Germania hanno avanzato una proposta comune, che includerebbe la possibilità di kill switch, ovvero di ban immediato imposto da EBA, la European Banking Authority. Dato che si parla di legalismi e minuzie tecniche, i giornali hanno preferito parlare dell’interruttore della morte e non della posizione – ad avviso di chi vi scrive più che legittima – di Italia e Germania.
In realtà l’Italia è stata tra i pochi paesi a interessarsi di un’enorme stortura, nata sfruttando cavilli e mancanze del MiCA e che ha permesso ad alcuni gestori americani di detenere riserve negli USA pur avendo una stablecoin pienamente regolamentata in Europa.
Il multi-emittente
Rivendichiamo di essere stati i primi, a livello globale, a sottolineare questa stortura. Era il 23 luglio 2024 e mentre tutti ignoravano la questione (anche se avevamo fornito a tutti, politici compresi, la documentazione che spiegasse il problema), noi ne scrivevamo su questo giornale.
Le nuove regole europee su crypto e stablecoin impongono infatti la detenzione delle riserve in Europa, per il 60% in cash depositato presso banche e altre regole secondarie.
In diversi però tra i gestori – il più notevole è Circle con il suo USDC – emette stablecoin fungibili, ovvero in una singola versione sia per il mercato USA che per il mercato EU. Dato che le riserve non possono essere doppie, è ovvio che alcuni degli USDC circolanti in Europa sono in realtà coperti da riserve custodite negli USA. Contro le previsioni stesse del MiCA.
In realtà però Circle non sta facendo nulla di illegale, perché ha ricevuto autorizzazione a muoversi in tal senso dalla banca centrale francese. Così come hanno fatto, con altre autorità, gestori diversi da Circle.
Un regime che impone la detenzione di riserve mobili, ovvero a Circle di spostare riserve che ha negli USA in Europa nel caso in cui la quantità di USDC utilizzati in Europa dovessero aumentare.
È il cosiddetto meccanismo del multi-emittente: USDC è emesso, in versione identica, sia da Circle USA che dalla filiale francese di Circle. La filiale di Circle in Francia ha obbligo di convertire in dollari, su richiesta, qualunque quantità di USDC gli venga inviata. Potrebbe non avere riserve sufficienti (dato che una parte preponderante di quelle riserve è… negli USA), ma può operare dato che esiste un accordo tra Circle USA e Circle Francia affinché, nel caso, le riserve vengano trasferite.
Italia da sempre contro
O meglio, contro da quando si è iniziato a parlare finalmente di questa anomalia. Anomalia che rappresenta potenzialmente un problema di sicurezza, se dovessimo prendere per buone e necessarie le misure imposte dal MiCA. In breve: se il MiCA afferma che le stablecoin devono avere riserve in Europa e al 60% cash per essere sicure, non è chiaro come possano essere sicure stablecoin che hanno il grosso delle riserve negli USA – e tra l’altro neanche al 60% cash.
Sul tema era già intervenuta ESRB, era intervenuto a margine anche Paolo Savona, ex Consob ed era intervenuta anche BCE, che aveva appunto chiesto una revisione del regime multi-emittente.
Ora che i rapporti tra UE e USA sono ai minimi storici, il problema si fa più concreto. È corretto minacciare il ban di una stablecoin? Dipende dai punti di vista:
- Gli utenti possono usare quello che vogliono, in DeFi
Tant’è che centinaia di migliaia di europei ancora utilizzano USDT di Tether, sebbene non sia dotato di licenza in Europa.
- Le piattaforme registrate in Europa
A rigor di logica dovrebbero uniformarsi alle regole europee. E se le regole sono stringenti per qualcuno, devono esserlo anche per gli altri.
Per il resto, nessuno sconfinamento né dell’Italia né della Germania: si tratterebbe di applicare alla lettera – e senza scorciatoie garantite da autorità nazionali – le leggi che tutti hanno approvato. Senza favori per questo o quel gestore.
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