I dati che arrivano dal mercato del lavoro degli Stati Uniti sono migliori delle aspettative. Con i mercati azionari chiusi, la reazione principale è arrivata dalle piazze dove si scambiano Bitcoin e criptovalute. Lieve correzione, per dati che rendono meno probabile un intervento di Federal Reserve sui tassi di interesse. Jerome Powell, nelle sue ultime uscite pubbliche, si era detto moderatamente preoccupato per la tenuta del mercato del lavoro. Tenuta che, almeno per il momento, sembrerebbe però esserci.
Tutto da rifare? Le ragioni del sì ai tagli entro fine 2026, ormai anche negli USA, si fanno sempre più fiacche. Alla diffusione del dato sui rendimenti sui mercati secondari dei bond, che confermano che i mercati interpretano i dati come motivo ulteriore di politiche monetarie poco permissive.
Lieve correzione del mondo crypto
C’è stata una lieve correzione del mondo crypto Bitcoin ha perso circa l’1% dai massimi di giornata e sulla stessa falsa riga si sono mosse le altre criptovalute, almeno tra le principali per capitalizzazione di mercato.

La reazione è comprensibile: la disoccupazione USA è al 4,3%, contro previsioni al 4,4% e ha smentito anche quel vecchio adagio da analisti che vuole questo dato come sempre in trend, o il salita o in discesa, senza possibilità che lateralizzi. Come è invece evidente dal grafico, la disoccupazione negli States si trova sugli stessi livelli – e all’interno di un range molto ristretto, ormai da tempo – e non sembra che ci sia almeno per il momento alcun motivo per preoccuparsi.
Bene anche i non farm payrolls – le buste paga del settore non agricolo – che indicano un solido +178K, contro previsioni che erano invece a 50K. Anche questo un indubbio segnale di forza del mercato del lavoro USA.
Le parole di Powell
Jerome Powell, durante la sua ultima apparizione pubblica, in quel di Harvard, aveva ripetuto quanto avevamo ascoltato durante la conferenza stampa a margine dell’ultimo FOMC. Incertezza per l’inflazione, incertezza per il mondo del lavoro. Delle due, a risolversi (almeno momentaneamente) prima è stata quella sul mercato del lavoro.
Mancano ancora tanti dati da qui a fine 2026, ma per ora i mercati (correttamente) ritengono questo dato non favorevole per eventuali tagli ai tassi.
Non solo crypto: anche il mercato dei bond risponde
L’eventualità no tagli – che torna ora prepotentemente sul tavolo – colpisce anche i rendimenti sul mercato secondario dei bond. I decennali USA sono saliti repentinamente, in termini di rendimenti, subito dopo la pubblicazione del dato.

Rimangono, in una giornata particolare perché priva di contrattazioni sull’azionario, su livelli più alti di quelli di ieri.
Il rialzo non è così significativo in termini assoluti, ma è comunque un messaggio chiaro sull’interpretazione della notizia da parte dei mercati. Ci sarà comunque modo di riparlarne lunedì, quando i mercati USA torneranno a pieno regime.
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