Seguendo la ripartizione tradizionale dei mercati tradizionali, ovvero quella dei trimestri, è tempo di bilanci anche nel mondo crypto. Sono bilanci che – grazie a un’indagine di Coinglass – faremo principalmente sui volumi. Non è stato un trimestre brillante, o meglio, è stato un trimestre che è andato gradualmente decrescendo, segnale del fatto che il mese di guerra e i grandi spostamenti in termini di prezzo degli asset tradizionali hanno insidiato il mondo crypto lì dove è più forte.
Lo avevamo già visto e in realtà lo avevamo già discusso nel canale VIP – più avanti il link per entrare gratuitamente per sette giorni: i volumi sono stati così così, e dato che i volumi di cui sopra hanno un impatto anche sul mondo azionario – almeno in relazione alle crypto – sarà utile allargare un po’ la nostra disamina.
Volumi comunque alti, ma in calo da metà febbraio
I volumi, nel mondo crypto, vanno storicamente di pari passo con il prezzo. Più i prezzi crescono più si riavvicina quell’esercito di investitori retail in una sorta di profezia che si autoavvera – o di cane che si morde la coda, o ancora di circolo virtuoso.

Secondo l’indagine pubblicata da Coinglass abbiamo avuto 1.940 miliardi di dollari di volumi spot e quasi 10 volte (18.630 miliardi circa) tra i derivati, in un rapporto che è ormai quasi costante.
A preoccupare – tra molte virgolette – è la traiettoria. I volumi sono stati alti soltanto tra fine gennaio e inizio febbraio, con il crollo del 5 febbraio che ha scritto la parola noia sul proseguimento del mercato.
D’altronde è da allora, dopo il raggiungimento del bottom locale, che Bitcoin e crypto sono rimasti all’interno di un range che per le medie di settore è relativamente ristretto. Noia nel prezzo, noia nel trading, calo importante dei volumi, come dimostra il grafico che alleghiamo.
- No, non c’entrano gli ETF
Alleghiamo qui un grafico dalla dashboard di Criptovaluta.it® – che segnala un trend molto simile per gli ETF su Bitcoin. L’interesse è basso – tipico della fine di un bear market e di tentativi di recupero sui volumi e sui prezzi che avranno bisogno ancora di altre settimane. Storicamente, chi è entrato in queste fasi, è chi si è goduto di più i futuri bull market.

Che tipo di segnale è?
È il segnale di un mercato relativamente stanco – cosa più che normale dopo la debacle del 10 ottobre, della quale grandi player del settore hanno responsabilità però mai rivendicate.
Questo – e ne avremo però la conferma dalle trimestrali di Coinbase – ha portato con ogni probabilità a un calo dell’attività relativo soprattutto nel settore alt. O almeno dai dati preliminari è questa la nostra conclusione. Ne parleremo a breve anche sul nostro Canale Telegram VIP (entra qui gratis per 7 giorni senza carta).
Non hanno giovato in termini di volumi l’arrivo di contratti sulle commodity su diversi DEX (e qualche CEX) – con Hyperliquid che si porta a casa una fetta di mercato sempre più grande, spinta anche e soprattutto appunto dai nuovi perp sugli asset della finanza tradizionale.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi
