Non ci si annoia proprio mai nel mondo crypto. Quando poi si incrocia con la politica, divertimento e stupore possono addirittura raddoppiare. Il caso della settimana – anche se ne nessuno ne pronuncia il nome, è quello di Circle, società quotata negli USA e che emette una stablecoin, USDC, che vale più di 70 miliardi di dollari di capitalizzazione. Prima la lettera di Germania e Italia – che si ribellano ad un curioso gioco francese che favorisce Circle e sfavorisce gli operatori europei. Poi, ma probabilmente è accaduto prima, un cambio radicale nella gestione delle proprie riserve. E nel mondo stablecoin le riserve sono… tutto.
Circle non ha più il 90% e oltre di riserve in bond e repo, ovvero in investimenti come il contante ma con rendimento. Il denaro che fa da ancoraggio di USDC al dollaro USA è ora detenuto, per circa il 60%, in cash. Il gruppo, così facendo, perde circa 4 milioni di dollari al giorno in mancati introiti.
Cosa sta succedendo alle riserve di USDC?
Circle è il gruppo che gestisce USDC, la seconda stablecoin per capitalizzazione di mercato, dopo USDT di Tether. Ha poco meno di 80 miliardi di dollari in riserve. Riserve che storicamente ha investito in bond e repo (vedremo dopo perché e come) per ottenere dei rendimenti.
Di più: l’intero business di Circle ruota intorno all’investimento – in asset liquidi e sicuri – delle riserve di dollari ottenute emettendo USDC. Da qualche giorno a questa parte però – e precisamente dal 12 marzo (secondo lo stesso sito di Circle dedicato alla trasparenza) – il gruppo ha cambiato la composizione delle proprie riserve.
Al 12 marzo avevamo infatti:
- 19,9 miliardi di dollari in titoli di stato USA a breve scadenza (fruttiferi);
- 47,1 miliardi di dollari in repo overnight (fruttiferi);
- soltanto 11,4 miliardi di dollari in conti bancari, dei quali 9,4 miliardi in banche di importanza sistemica;


Al 2 aprile invece il gruppo ha la seguente composizione:
- 12,4 miliardi di dollari in titoli di stato USA di breve (fruttiferi);
- 20,3 miliardi di dollari in repo overnight;
- 43,9 miliardi di dollari in riserve liquide.
Le riserve non fruttifere sono quadruplicate, anche se di mistero ce n’è almeno un altro, che facciamo davvero fatica a spiegare.
Il fondo di BlackRock che amministra le sostanze di Circle… non ha avuto outflow
L’altra tessera di un puzzle che proveremo a ricomporre nel corso dei prossimi giorni e cercando di raccogliere maggiori informazioni, è quella del Circle Reserve Fund USDXX. È un fondo gestito da BlackRock, nato proprio per offrire a Circle una gestione delle proprie riserve – e che secondo i prospetti ufficiali non ha avuto significativi outflow in questo periodo.

Dato che il fondo era esclusivo per Circle, viene da chiedersi di chi siano i 66 miliardi che ha ancora in gestione. Se le riserve di Circle ammontano a 77,2 miliardi di dollari, e 43,9 miliardi sono cash presso banche, come fanno a esserci più di 60 miliardi nel fondo di BlackRock che investe i soldi di Circle in titoli USA e repo?
Ne sapremo probabilmente di più nei prossimi giorni. Intanto in Europa qualcosa si muove, per mano di Italia e Germania.
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