Arriva un po’ di ottimismo dai mercati. Forse non ancora dalle quotazioni, ma dalle principali banche d’affari sì. Morgan Stanley si è prodotta in un’analisi bullish, indicando per le azioni la fine o quasi del momento di correzione. Dello stesso avviso anche uno degli analisti di JPMorgan, con un tempismo certamente curioso.
Le azioni – che in alcuni comparti hanno fatto registrare delle perdite importanti (pensiamo al mondo del software, su tutti) potrebbero avere il più classico dei rimbalzi a V. Questo almeno secondo le analisi diffuse pubblicamente dai due gruppi.
La correzione è finita, andate in pace?
Le analisi in questa direzione sono due, in quello che probabilmente passerà alla storia come il giorno in cui gli USA hanno avviato il blocco navale dello Stretto di Hormuz. La prima ad essere arrivata nelle redazioni di mezzo mondo è quella di JPMorgan.
A parlare è Mislav Matejka, che afferma che in realtà potrebbe esserci ancora della volatilità, probabilmente spinta da notizie di carattere geopolitico, senza che però questa possa impattare sulla crescita che l’analista si attende nei prossimi 3-12 mesi.
La seconda invece arriva da Morgan Stanley: il grande gruppo bancario – che recentemente ha anche lanciato un ETF su Bitcoin – ha parlato invece di correzione quasi finita per il settore azionario e in particolare per l’indice S&P 500. Anche questa un’opinione forte, che parte dall’assunto che i mercati abbiano scontato già tutti i rischi più recenti, introdotti sia dal piano geopolitico sia da altre questioni (in particolare il boom dell’intelligenza artificiale). Entrambe sono posizioni verso il rialzo – tenendo però sempre conto del fatto che non sempre le grandi banche d’affari diffondono previsioni che si rivelano essere corrette.
Da segnalare anche il fatto che Morgan Stanley si era detta bullish anche all’inizio del conflitto in Iran – e in particolare durante la prima settimana di marzo. Da allora le borse, dopo aver perso fino al 5% in termini di indici, hanno recuperato.
Nella giornata della chiusura dello stretto, bene sia le crypto, sia le azioni di settore
Vale la pena di segnalare che in quella che sarebbe dovuta essere la giornata della chiusura di Hormuz anche da parte degli USA, la risposta del grosso del settore crypto è stata importante.
Strategy, dopo un acquisto da 1 miliardo di dollari di Bitcoin senza diluire gli azionisti guadagna il 2%. Bene anche Coinbase (+4%) così come procedono a buon ritmo Circle (+9%) e Iren. Tutto il comparto è fondamentalmente in verde, per una sessione USA che può essere per ora confermata come di ampio recupero di tutto il settore.
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