C’era una volta un’azienda che produceva e vendeva scarpe (sostenibili, qualunque cosa voglia dire). Dopo aver liquefatto il proprio business, ad un tratto il colpo di genio. E qual è il settore nel quale farsi venire i colpi di genio del momento? Esatto, quello dell’intelligenza artificiale. Questa è la storia di Allbirds, che dai bassifondi delle borse oggi incassa un +420%, dopo aver annunciato l’ottenimento di finanziamenti tramite bond convertibili da 50 milioni. Bond convertibili che saranno utilizzati per trasformare l’azienda in una società AI.
Un colpo da maestro, che però per tanti crypto investitori avrà il sapore e la sorpresa del déjà vu. Sì, perché tante aziende seguirono lo stesso cammino, ad un passo dal fallimento, nel comparto che seguiamo tutti i giorni su Criptovaluta.it®.
Inversione a U: ora siamo una società cool
La storia è breve: Allbirds vende(va) scarpe sostenibili. Il titolo ha perso, rispetto al lancio, il 99%. Serviva un piano per cercare di salvare la baracca. Il piano è arrivato. Tutti sono contenti.
Allbirds ha emesso bond convertibili – ovvero debito che a certe condizioni può essere convertito in azioni con il quale ha raccolto 50 milioni di dollari. Questa somma servirà per investire in GPU e più in generale in datacenter, di cui i gruppi dell’intelligenza artificiale sono più che ghiotti.
In una borsa che ha tirato avanti la baracca principalmente grazie all’indotto AI, l’idea ha funzionato. Il titolo guadagna, nel momento in cui scriviamo, oltre il 420%.
Nuovo comparto, nuovo debito, nuova vita. Qualcosa però non torna. O meglio, per chi bazzica nel settore crypto, questa trovata non è esattamente nuova.
Sì, proprio come nelle crypto
Lo abbiamo visto di recente, nel 2025, quando una pletora di aziende decotte si sono trasformate in DAT, ovvero in società di tesoreria crypto. Raccolgono capitale, comprano crypto, sperano di sfangarla. In numerosi casi però tale meccanismo si è rivelato essere un articolato sistema per vendere crypto degli investitori originari senza dare troppo nell’occhio, ma questa è un’altra storia.
Lo abbiamo visto anche vicino a casa nostra, con società meno decotte e che anzi non sembravano avere alcun tipo di problema finanziario. Solmate è il nuovo nome di Brera Holding – che controlla un club di serie B di calcio – e che investe in Solana.
Un’altra DAT, dedicata a Dogecoin, ha comprato la Triestina. Altre ancora si sono limitate a comprare società davvero decotte ma quotate in borsa.
Colpo da maestri o gioco delle tre carte? Per Allbirds parleranno a breve i mercati. Certo è che se bastano 50 milioni di dollari in bond per guadagnarne il triplo in capitalizzazione, altri tenteranno questa strada.
Il consiglio non finanziario è quello di non farsi prendere per il naso.
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