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Crescita stablecoin e effetti sui Treasury

Crypto crollo, stablecoin boom: cambio della struttura della domanda anche per i bond USA

Le stablecoin raggiungono 321 miliardi mentre il mercato crypto crolla. Tether e Circle diventano compratori chiave di Treasury USA.
Crescita stablecoin e effetti sui Treasury

Il mercato delle stablecoin ha raggiunto i 321 miliardi di dollari di capitalizzazione complessiva, con una crescita del 25% negli ultimi dieci mesi. Nello stesso periodo il resto del comparto crypto ha perso un terzo del proprio valore, scendendo dai 3,8 trilioni di ottobre 2025 ai 2,53 trilioni attuali. È una divergenza che sta modificando la struttura della domanda sul mercato dei titoli di Stato americani a breve scadenza, dove Tether e Circle sono ormai acquirenti di sistema.

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Divergenza market cap stablecoin e crypto

Nel grafico allegato si può cogliere come la market cap delle stablecoin è in fase di crescita sull’area dei massimi storici a controbilanciare la discesa della Total market cap delle crypto nella sezione di destra.

Market Cap Stablecoin vs Total Market Cap Crypto
Market Cap Stablecoin vs Total Market Cap Crypto

I dati di DeFiLlama segnano quota 321,79 miliardi di dollari per il segmento stablecoin, mentre la variazione settimanale è quasi nulla. Tether (USDT) mantiene la dominance del 58,69% del mercato, seguito da USDC al 23,84% e da una coda lunga di emittenti minori come USDS, USD1, DAI e USDe.

Total Stablecoins Market Cap
Total Stablecoins Market Cap – Fonte: DefiLlama

La fotografia è quella di un settore che ha continuato a espandersi anche mentre il resto del mercato crypto ha perso circa un terzo del proprio valore dal picco di ottobre 2025.

La dominance stablecoin al 12,69%

La dominance delle stablecoin si attesta al 12,69% rispetto alla Total Market Cap delle crypto, con una salita dal 7,5% di luglio 2025 fino al picco di 13,5% di febbraio 2026. Una dominance stablecoin in salita viene comunemente interpretata come segnale di paura, con i capitali che escono dal rischio per parcheggiarsi in dollari tokenizzati. In realtà le stablecoin crescono per ragioni strutturali, indipendenti dall’umore del mercato crypto, ma in linea con la loro adozione.

STABLE.C, STABLE.C.D e TOTAL
STABLE.C, STABLE.C.D e TOTAL

Cosa contengono le riserve delle stablecoin

Le stablecoin non sono semplici entità crypto. Per garantire la convertibilità, gli emittenti (Tether e Circle) detengono riserve in asset liquidi, e da diversi anni la scelta dominante è quella dei Treasury bill americani, a brevissima scadenza. Tether dichiara 117 miliardi di dollari investiti in T-bill al 31 marzo 2026, su riserve complessive di 189 miliardi. Circle gestisce un Reserve Fund da 67 miliardi di dollari al 6 maggio 2026, custodito da BNY Mellon e amministrato da BlackRock.

La concentrazione è sulla parte corta della curva, tra 4 e 26 settimane di scadenza, come imposto dal GENIUS Act approvato a luglio 2025 con limite massimo di 93 giorni.

Rendimenti USA in salita e ruolo delle stablecoin

I rendimenti dei titoli di Stato americani sono in salita su tutta la curva. Il decennale viaggia al 4,66%, il trentennale ha superato il 5,18% e anche il biennale è risalito al 4,11%. In questo quadro le stablecoin agiscono come una valvola di assorbimento sulla parte corta della curva, dove Tether e Circle comprano in modo costante per coprire le emissioni.

Rendimenti Treasury USA
Rendimenti Treasury USA

Una ricerca della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) di gennaio 2026 ha stimato l’effetto: ogni 3,5 miliardi di dollari che entrano nelle stablecoin tolgono tra 5 e 8 punti base al rendimento dei T-bill a tre mesi nelle fasi di scarsità.

La banca britannica, Standard Chartered, in un recente studio ha previsto una capitalizzazione stablecoin a 2.000 miliardi di dollari entro fine 2028. Significherebbe tra 800 e 1.000 miliardi di nuovi acquisti di T-bill.

Previsioni di crescita verticali per le stablecoin

La crescita delle stablecoin non genera sempre nuova pressione in acquisto sui T-bill. Quando un investitore americano sposta capitali da un fondo monetario verso USDC, i titoli sottostanti restano sostanzialmente gli stessi.

La spinta vera arriva dai mercati emergenti, dove milioni di utenti convertono valute locali in USDT e USDC per proteggersi da inflazione e instabilità. È in questo passaggio che nasce la domanda di dollari, e quindi di acquisto verso il T-bill. Standard Chartered stima che due terzi della crescita al 2028 arriverà proprio da questi mercati.

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