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Bitcoin, crypto e azioni volano dopo cessate il fuoco tra Libano e Israele: l’annuncio di Donald Trump

Arriva la pace, anche se solo per 10 giorni. I mercati brindano.
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I mercati rimbalzano sulla notizia del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il cessate il fuoco avrà una durata di 10 giorni e dovrebbe aiutare anche la ripresa dei dialoghi tra States e Iran, interrotti anche a causa della ripresa delle ostilità in Libano. Una notizia interpretata positivamente dai mercati.

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Nel momento in cui scriviamo S&P 500 (+0,22%) e Nasdaq (+0,42%) tornano in positivo dopo un’apertura fiacca. Fanno lo stesso Bitcoin (74.700$), Ethereum (2.340$) e Solana (86,80$), con tutti i principali asset digitali che avevano sofferto l’incertezza che continua(va) ad arrivare dal Medio Oriente.

Nuovi record per le borse USA

Soltanto ieri le principali borse USA avevano chiuso con un massimo storico, appena aggiornato grazie all’arrivo della notizia del cessate il fuoco tra Israele e Libano/Hezbollah. Donald Trump ha confermato di aver ottenuto l’ok dai primi ministri dei rispettivi paesi e ha successivamente comunicato il raggiungimento dell’accordo su Truth Social.

La notizia ha spinto tutti gli asset risk on, con rare eccezioni in negativo, tra le quali Charles Schwab, che nonostante un aumento degli asset in gestione, ha pubblicato trimestrali poco convincenti. I rialzi sono mediamente diffusi su tutti i principali indici borsistici.

Il cessate il fuoco durerà 10 giorni, secondo quanto comunicato da Donald Trump e questa finestra temporale dovrebbe aiutare anche l’eventuale raggiungimento di accordi (di allungamento del cessate il fuoco?) tra Iran e USA.

Una notizia percepita dal mercato come un passo, per quanto piccolo, verso la normalizzazione.

Rimane comunque molto complicata la situazione a Hormuz: il regime di pedaggi che tanto aveva eccitato i bitcoiner sembra non abbia prodotto granché e il doppio blocco, il primo iraniano, il secondo USA, sembra essere stato deterrente sufficiente per impedire il passaggio dei natanti, fatta qualche rara eccezione.

Il prezzo del petrolio per ora non sembra risentirne, così come non risente degli angosciosi proclami di EIA, che parla di fine del jet fuel in Italia (e altrove) già in sei settimane. Una situazione che dovrà necessariamente trovare una soluzione a breve, pena scontare dei problemi economici di medio e lungo periodo.

Intanto a scricchiolare, e a questo dedicheremo anche parte della live settimanale sul nostro canale YouTube, i paesi emergenti, in maggiore difficoltà per il repentino aumento dei costi collegati a petrolio e energia.

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