Nella serata di ieri S&P 500 e Nasdaq hanno registrato nuovi record assoluti, proseguendo la corsa rialzista dei listini americani. Tutto ciò è avvenuto in uno scenario di conflitto aperto, senza sviluppi positivi verso una fine delle ostilità USA – Iran. Nessun segnale nemmeno verso una riapertura dello Stretto di Hormuz. L’unica nota positiva è che la tregua al momento regge.
S&P 500 e Nasdaq segnano nuovi record assoluti
Il mercato crypto è rimasto ancora in una fase contrastata, seppur ieri abbia chiuso in territorio positivo. Nonostante la giornata sia stata non direzionale, Bitcoin ha segnato un +0,90%, mentre Ethereum ha registrato un +1,62%. Il comparto crypto si è mosso a macchia di leopardo, con rialzi rilevanti tra le altcoin.

Si segnalano i movimenti di Aave con un +5,60%. Pepe nelle prime ore di oggi sta registrando un rialzo del +7%. Anche Aptos nelle ultime 24 ore segna un +6%. Il mese di aprile si sta mostrando positivo per la maggior parte delle crypto Top 20 per market cap con Hyperliquid a +24,50% seguito da SUI, Ethereum e Bitcoin, che registrano una performance tra il +10 e 12%.
Nuovi record per S&P 500 e Nasdaq
Il future S&P 500 ha registrato il suo nuovo ATH a 7.077,50 punti, mentre il Nasdaq a 26.465,25 punti. Entrambi con la chiusura di ieri hanno rotto i rispettivi massimi. Il Nasdaq ha registrato otto sedute positive consecutive e ha rotto il suo ATH, che era rimasto quello del 30 ottobre. Al Dow Jones invece manca circa un +3,90% per arrivare al suo ATH.

Questo movimento segnala un ritorno forte di attenzione verso il settore tecnologico, con importanti movimenti tra le Big Tech: Microsoft a +4,60%, Tesla a +7,62%, Apple +2,90%.
Bitcoin ha chiuso sopra la resistenza
Il prezzo di Bitcoin (BTC), che attualmente quota 74.900 USDT, ieri ha chiuso sopra il suo livello di resistenza dei 74.500 USDT, che ha bloccato il prezzo a marzo e dove sta lottando da alcuni giorni.

Sul grafico daily è evidenziata una candela Shooting Star che non è stata confermata. Per invalidarla serve una chiusura daily in area 76.000 USDT; per confermarla, una chiusura sotto 74.400 USDT. Più passano le sessioni senza conferma ribassista, più il mercato sta di fatto digerendo il segnale e il pattern va a invalidarsi.
A livello di supporti, il primo passa in area 71.800 USDT, mentre il successivo e principale si colloca a 70.500 USDT, dove poco sotto transita anche la SMA50.
Funding rate negativo per BTC e possibile short squeeze
Nella giornata di ieri, abbiamo evidenziato un particolare squilibrio in corso a livello di funding rate di BTC che si può leggere a questo articolo: Bitcoin ed Ethereum: i numeri dei futures rivelano questo segnale di stress. Cosa cambia subito?

Ad oggi questa situazione persiste. Come si può osservare nel grafico 1H, il valore medio è negativo, con spike estremi inferiori anche ai minimi di febbraio, indicando una predominanza di posizioni short. In questo contesto, i trader ribassisti stanno pagando per mantenere le loro posizioni aperte. Questa posizione è stata probabilmente costruita proprio sulla resistenza grafica di area 74.500 USDT con il mercato che punta sul ritracciamento da questa area.
Tuttavia, il prezzo di BTC resta in salita, creando una divergenza rilevante tra sentiment e andamento del mercato. Questo scenario segnala stress sul lato short e aumenta la probabilità di uno short squeeze, con possibili movimenti rialzisti improvvisi. Lo short squeeze è una rapida salita di prezzo che costringe i trader short a chiudere le posizioni ricomprando BTC, alimentando ulteriori rialzi in un effetto a catena.
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