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SEC: svolta pro DeFi dell’agenzia. Intermediari crypto decentralizzati saranno liberi

Svolta dall'agenzia che un tempo produceva più di 100 cause legali l'anno contro il mondo crypto e DeFi.
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La situazione, sul piano delle regolamentazioni, è quella che è negli States. Il Clarity Act avrà delle discussioni calendarizzate anche questa settimana, ma è difficile che si trovi un accordo tra i principali attori, sia a livello politico, sia a livello privato (banche ed exchange). SEC però, dotata di poteri parziali ma incisivi, ha deciso di fare per conto proprio e ha appena liberato un numero enorme di progetti DeFi da incombenze legali enormi.

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La questione è quella che riguarda la registrazione come broker, con incombenze impossibili per i progetti decentralizzati, negli States. Si potrà evitare, a patto che siano presenti determinate caratteristiche.

Un chiarimento necessario

Si tratta di un chiarimento, una delle modalità espressive di SEC con le quali di fatto indica cosa si può e cosa non si può fare negli States, quando si parla di mercati e denaro. I progetti DeFi potranno evitare la registrazione come broker, a patto che:

  • Non siano sollecitati investimenti;
  • Non ci sia il controllo delle criptovaluta degli utenti da parte del dex;
  • Ci sia adeguata disclosure di eventuali accordi con terzi;
  • Ci sia la possibilità per l’utente di scegliere, ove possibile, routing alternativo per gli ordini;
  • Non siano offerti prezzi migliori per la scelta di determinati routing;
  • Non siano in generale presenti promozioni, promesse, offerte comparative; Si tratta di un vantaggio enorme anche per quei wallet che integrano servizi di terze parti che permettono agli utenti di effettuare scambi con diversi servizi di DeFi.Le restrizioni ci sono, ma tutto sommato sono chiare, comprensibili e permetteranno a diversi servizi di operare negli USA senza sentirsi minacciati di azioni legali da parte di SEC. Si chiude ufficialmente un’era, quella Gensler, che era stata contraddistinta e scandita da attacchi urbi et orbi, a qualunque tipo di progetto non registrato presso SEC, anche se di fatto mancavano canali, procedure e modalità per farlo.

Inizia una nuova era?

Il Congresso può certamente scavalcare la decisione di SEC e imporre delle leggi più restrittive. La pronuncia dell’agenzia, pertanto, non rimuove completamente il problema costituito dall’assenza di progressi sul Clarity Act.

Rimane però chiara la decisione con la quale SEC intende sopperire alle lungaggini, ai ritardi e agli scontri nel Congresso, che non stanno permettendo al Clarity Act di procedere come auspicato.

Per il Clarity Act, intanto, il tempo stringe: l’intenzione dei repubblicani sarebbe quella di chiudere la partita prima delle midterm. La fine di aprile è vista da molti come data ultima per un accordo che permetta di arrivare a una legge approvata prima di fine anno. Mancano due settimane, mentre di progressi – anche a causa del coinvolgimento della famiglia presidenziale nel mondo crypto – se ne sono fatti davvero pochi.

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