Ci sono degli importanti sviluppi nell’aria che riguardano la blockchain di Ethereum, e più nello specifico il tema dello spazio di blocco e delle gas fees. Ether.fi, nota piattaforma di liquid restaking, ha da poco affermato che si impegnerà a fornire 3 miliardi di dollari in ETH come “liquidità di validazione” per un nuovo progetto che punta a cambiare il modo in cui vengono gestite le transazioni sulla rete.
I fondi non saranno investiti sotto forma di capitale di rischio, né forniti direttamente come liquidità spendibile, ma utilizzati come valore economico in modo da garantire l’accesso al blockspace prodotto dai validatori del network Ethereum. Il modello è quello di un mercato futures basato sul prezzo del gas, all’interno del quale Ether.fi farà da fornitore principale della risorsa.
Ether.fi mette a disposizione 3 miliardi in Ethereum per un progetto sul gas
Il progetto in questione si chiama ETHGas, e non è esattamente un volto nuovo all’interno dell’ecosistema Ethereum. Ad inizio anno aveva lanciato un airdrop del token $GWEI, a tutti gli utilizzatori attivi del network, con la moneta che al momento registra addirittura un rally del +282% dal suo TGE (potete trovare $GWEI su Bitget; sopra avete il link per ottenere un bonus).
Ether.fi, che è il maggiore protocollo di liquid restaking dello spazio on-chain con oltre 5,3 miliardi di dollari in TVL, ha annunciato che impegnerà una parte sostanziosa del proprio capitale in ETH per sostenere la crescita di ETHGas.
I fondi arrivano direttamente dal capitale impegnato nella Proof of Stake di Ethereum, utilizzato come garanzia dai validatori di Ether.fi per la produzione dei blocchi. Parliamo di un bottino che equivale a 2,8 milioni di ETH e che a breve finirà all’interno di un protocollo che sta creando un mercato secondario per la compravendita di gas sulla rete.
Un mercato futures sul gas della blockchain di Ethereum
Il concetto è molto simile a quello dei futures tradizionali con consegna fisica. Pensiamo ad esempio ai mercati sul petrolio, di cui si parla molto ultimamente viste le tensioni tra USA e Iran. Forse non lo sapete ma le grandi società che necessitano di grandi quantitativi di petrolio per le proprie attività (compagnie aeree, raffinerie, società energetiche e grandi gruppi industriali), in genere si “accordano in anticipo” sul prezzo futuro della materia prima.
Grazie ai mercati futures sul greggio, possono comprare già mesi prima ciò che gli serve e bloccare il prezzo futuro fino alla data di scadenza, così da rendere più prevedibili i costi del proprio business senza particolari sorprese.
Ora lo stesso principio – che vale anche per molti altri beni di consumo (e non) scambiati quotidianamente – è applicato al gas della blockchain di Ethereum. Così come accade per il petrolio infatti, anche il costo del blockspace e delle gas fee può essere estremamente volatile.
Questo significa che, per alcuni utenti e operatori, diventa importante poter stabilire in anticipo il prezzo delle transazioni e poter calcolare i costi di esecuzione delle varie attività sul network. ETHGas sta costruendo proprio un’infrastruttura che va in questa direzione: creare un mercato futures sul gas della rete, e permettere a utenti e sviluppatori di bloccare il costo delle future transazioni che andranno a svolgere.
L’idea di ETHGas è geniale perché rende Ethereum più strutturato e meno imprevedibile come infrastruttura operativa. Il concetto di gas come asset finanziario è stato in realtà anche elogiato dal grande Vitalik Buterin, co-fondatore della chain.
Il ruolo di Ether.fi nel futures market del gas di Ethereum
Molto semplicemente, i 3 miliardi di dollari in ETH bloccati in staking dal protocollo Ether.fi, saranno usati per vendere in anticipo lo spazio di blocco agli utenti. In pratica, il progetto mette a disposizione del libero mercato la capacità futura di produzione blocchi dei propri validatori, consentendo agli utenti di prenotare in anticipo lo spazio disponibile e fissare il costo del gas.
E non parliamo di una cifra da poco, bensì del 7,3% della quota totale bloccata dai validatori della rete Ethereum, su un valore complessivo di 38 milioni di ether. Da quest’angolazione possiamo intuire che come “valore atteso”, lo spazio di 7 blocchi su 100 potrà essere negoziato sulla nuova piazza futures di ETHGas.

Il vantaggio di questa mossa per Ether.fi è quello di poter catturare più valore economico dai propri validatori, in quanto nei blocchi venduti aumenterà verosimilmente il volume degli scambi, cosa che incrementa tecnicamente anche le ricompense complessive estraibili tramite MEV. Sulla carta dunque il progetto otterrà un boost dei rendimenti per il capitale di validazione fornito.
Il concetto del MEV è molto complesso e non possiamo, per ovvie ragioni, spiegartelo da zero. Se vuoi approfondire, ti consigliamo di leggere un esempio pratico sulla tecnica del sandwich attack.
La direzione futura della DeFi e dei mercati crypto: tutto diventa negoziabile
È molto interessante notare come la DeFi su Ethereum, e più in generale tutte le piazze crypto, stiano evolvendo a tal punto da rendere scambiabile qualsiasi asset, sia esso un bene digitale, una commissione del gas o un rendimento futuro.
Con protocolli come Pendle abbiamo la possibilità di dividere il valore nominale di un asset dal suo rendimento (un po’ come prendere un immobile e staccare il prezzo di mercato dal reddito generato dagli affitti), rendendo di fatto negoziabili separatamente le due componenti.
Con Boros – che è una piattaforma lanciata dalla stessa Pendle – possiamo addirittura portare questo concetto un passo aggiuntivo, trasformando in strumenti negoziabili anche i rendimenti futuri legati ai tassi di finanziamento.
Adesso questi modelli iniziano a essere replicati anche da altri player, che stanno ampliando il perimetro degli asset scambiabili on-chain, avendo intuito il grandissimo potere di poter scomporre e valorizzare qualsiasi tipologia di flusso economico. Benvenuti nel futuro dei mercati finanziari.
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