Finisce in tribunale la lite tra Justin Sun, leader di Tron, e WLFI, il progetto DeFi (un tempo?) legato alla famiglia presidenziale degli Stati Uniti d’America. Sun ha infatti comunicato di aver citato in giudizio WLFI in California, per questioni che riguardano il congelamento dei suoi token. Questioni che avevano già tenuto occupati i social e che avevano visto dei botta e risposta forse poco edificanti per tutti i soggetti coinvolti.
Sun sostiene che i suoi token siano stati congelati senza motivo e chiede l’intervento della corte affinché siano ripristinati i suoi diritti di possessore di $WLFI, con tutto ciò che ne consegue anche in termini di potere di voto all’interno dell’organizzazione.
C’eravamo tanto amati
Justin Sun era stato tra i più convinti sostenitori del progetto WLFI, nel quale aveva investito per milioni di dollari, facendosene anche promotore. Sembra trascorsa però un’era geologica da quei giorni, con l’avvicinamento tra Sun e il clan dei Trump che per le malelingue era propedeutico a un miglioramento della posizione legale dello stesso Sun negli Stati Uniti.
Miglioramento poi effettivamente avvenuto, con SEC che ha chiuso le indagini sui suoi progetti.
Il problema nasce il 12 aprile, quando il team che ora gestisce WLFI avrebbe introdotto una funzionalità di blacklist che permette di fatto di congelare gli asset in possesso degli investitori. A congelamento ai danni di Sun ormai avvenuto, il tycoon delle crypto ha iniziato a lamentarsi pubblicamente dell’accaduto, ricevendo per risposta un laconico:
Non fare la vittima con accuse infondate, per coprire i tuoi comportamenti scorretti.
Non se ne è saputo più nulla, dato che da WLFI non si ottiene molto di più di un silenzio di tomba. Ora toccherà però ai tribunali decidere, per quello che dovrebbe essere un caso che farà giurisprudenza: può una corte decidere come si amministrano i progetti crypto? E nel caso, cosa li distinguerebbe da società classiche?
Il tutto durante un cambiamento di governance a colpi di proposal che non sembrano aver soddisfatto pienamente tutti i vecchi investitori.
L’attuale coinvolgimento della famiglia Trump è comunque in dubbio, dato che già in passato erano stati scaricati token e partecipazioni. Famiglia Trump che però mantiene importanti interessi nel settore, principalmente tramite collaborazioni tra DJT e Crypto.com, nonché tramite American Bitcoin, società di mining che fa anche acquisti diretti di $BTC.
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