Pena di morte per chi organizza gli scam village, enormi paesi-prigione dove migliaia di persone vengono costrette a lavorare per truffe telefoniche, spesso a tema crypto. Ergastolo per chi organizza delle semplici truffe basate sulle criptovalute. Si chiama Legge Anti Truffa Online ed è stata proposta dalla giunta militare che governa il Myanmar, secondo quanto riportato dai giornali locali. Pene dure, anzi, le più dure al mondo, che arrivano dopo le accuse di diversi paesi proprio nei confronti del Myanmar, ritenuto colpevole di aver fatto troppo poco per combattere i più importanti network di truffe online, tutti albergati entro i confini nazionali. Investi solo con chi ti offre il massimo della sicurezza.
Sarebbe questa dunque la risposta – il più classico dei pugni di ferro – approntata dalla giunta militare che governa il Myanmar e che da mesi è sotto la lente di ingrandimento anche delle autorità internazionali proprio per la scala delle organizzzioni di truffe online che opera(va)no dal Paese.
Uno dei più grandi hub globali della truffa
Il Myanmar è storicamente uno dei più grandi hub di truffe internazionali. Centri come KK Park o la regione del Kokang sono diventati famosi a livello internazionale proprio per la presenza di vaste reti di truffatori, dediti in genere alla promozione di truffe romantiche, così come di falsi investimenti in criptovalute. Diverse delle reti di cui sopra sono state recentemente smantellate anche grazie all’intervento degli Stati Uniti e anche di gestori di stablecoin – che proprio su ordine delle autorità USA hanno congelato decine di milioni di dollari.
Il tutto da intere città gestite come dei campi prigione da personaggi senza scrupoli, che impiegavano migliaia di persone costrette a imbastire truffe dietro la minaccia di violenze fisiche.
Truffe romantiche, ma anche le famose App per guadagnare automaticamente, così come truffe utilizzando personaggi famosi (e ignari dell’utilizzo della loro immagine): in Myanmar, negli anni, si è trovato il più ampio corredo di organizzazioni criminali dedite alla truffa, che hanno accumulato miliardi di dollari sottratti alle vittime.
Ora il patibolo
Per chi organizza, ha organizzato o continuerà a organizzare queste reti il Myanmar potrebbe imporre la pena di morte. Chi invece parteciperà alle meno articolate truffe crypto, la proposta di legge chiede l’ergastolo.
Pene che sarebbero, se confermate, le più dure del mondo. Basteranno per contenere e poi cancellare un fenomeno che ha assunto ormai dimensioni globali e che con l’arrivo dell’AI potrebbe diventare ancora più minaccioso?
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