Da inizio 2026 i mercati azionari USA stanno segnando una serie di nuovi record, trainati dalle Big Tech legate all’AI. Il Nasdaq è quello che sta registrando il rally maggiore e il suo future segna un +19,80% su base annua. Più contenuto l’S&P 500, che invece avanza “solo” del +9,98%. Il mercato crypto, dal canto suo, ha registrato un maggio debole che ha peggiorato gli andamenti annuali con Bitcoin a -18,50% e Ethereum -33,40% e con il primo giorno di giugno in negativo.
Il rally dei mercati azionari guidato da tech e AI

Il rally è tirato dalle Big Tech che, in sette da sole, sfiorano quasi il 50% della capitalizzazione di S&P 500. Tra le singole azioni spicca Alphabet nota come Google con +18,15%, segue Amazon con +16,81%, Nvidia con +16,08% e Apple con +13,78%. Come si può osservare dal grafico allegato, non tutte le Big Tech, però, stanno partecipando al rally, Microsoft registra un -2,53% seppur in ripresa, Tesla un -3,23% e Meta un -4,70%.
Il parallelo tra Big Tech AI e crypto AI
In questo contesto, alcune crypto legate all’intelligenza artificiale stanno seguendo lo stesso percorso narrativo delle Big Tech. Akash Network (AKT) con un +109,36% da inizio anno, si propone come l’Amazon AWS decentralizzata. Si tratta di un marketplace di GPU on-demand e cloud computing distribuito, che permette ai developer di affittare potenza di calcolo senza passare dai colossi centralizzati.

Render (RENDER), a +43,53%, rappresenta la versione blockchain di Nvidia, fornendo infrastruttura GPU per rendering e training AI. Bittensor (TAO), pur fermo a un più modesto +7,64%, è il progetto più assimilabile a una costola di Alphabet, con il ramo Google DeepMind. Il suo modello consente un training AI decentralizzato basato su subnet specializzate. Tra i progetti che traslano verso l’AI, figura anche NEAR Protocol a +46,56%. Il progetto è cofondato da Illia Polosukhin, uno degli otto autori del paper “Attention Is All You Need”, pubblicato nel 2017 da Google e alla base dell’intera rivoluzione AI moderna.
Meta in difficoltà e il flop del metaverso crypto
Il flop del metaverso è il precedente storico più calzante per capire questa rotazione. Meta è penalizzata dalle scelte strategiche sul metaverso, che hanno bruciato centinaia di miliardi di dollari senza generare adozione concreta. Lo stesso destino ha colpito le crypto del metaverso, che nel 2021 erano la narrativa dominante del settore. Decentraland (MANA) aveva perso il -74% nel 2025 e nel 2026 sta segnando un ulteriore -31,20%. Tra le note, anche The Sandbox (SAND) aveva chiuso il 2025 con un -80% e nel 2026 registra un ulteriore -37,40%. Il capitale che un tempo affluiva su questi token è uscito ormai da diversi anni e ormai entrato sulle crypto AI. Il pattern replica esattamente il pivot operato dalle Big Tech dal metaverso verso l’AI generativa.

Humanity Protocol, il leader della rotazione
Tra i beneficiari di questa rotazione c’è anche Humanity Protocol, che oggi è in pieno rally con un nuovo ATH e sfiora il +400% annuale. Il progetto utilizza la biometria del palmo della mano combinata con zero-knowledge proof per generare un Human ID e per un approfondimento: Humanity Protocol, nuovo record: +900% dal minimo di marzo, ma attenzione a questo evento a giugno.
Humanity Protocol rappresenta, in sostanza, il ministero dell’interno decentralizzato del Web3, con il mercato che sembra iniziare a prezzare il valore di un’infrastruttura di identità digitale che non risponde a nessuna autorità centrale.
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