Così come ogni anno, è giunto il momento di fare chiarezza sulle disposizioni e sulle prime scadenze associate alla dichiarazione dei redditi e alle imposte da dover versare su attività legate al mondo delle criptovalute. Diverse sono state le modifiche sopraggiunte a partire dal primo gennaio 2026 e che avremo modo di indicare in modo semplificato e alla portata di tutti (anche per chi non ha mai sentito parlare di questi argomenti).
Quali sono le aliquote per l’anno fiscale di riferimento? Quali le date più importanti da dover tener a mente in relazione alle scadenze? Esistono piattaforme in grado di agevolare le procedure dichiarative ed avere tutto a disposizione in pochi minuti? Rispondiamo a queste e molte altre domande, focalizzando l’attenzione anche sui servizi di Okipo (approfondisci qui), che ti permettono di organizzare la fiscalità crypto con calma e precisione.
Dichiarazione e tasse crypto 2026: cosa sapere
Nel corso degli ultimi anni la tassazione delle criptovalute nel nostro territorio ha subito vere e proprie rivoluzioni. Ciò che in questa sede preme sottolineare sono tuttavia gli adempimenti da dover considerare per la dichiarazione dei redditi in corso. Un aspetto che molte volte sfugge agli investitori retail, o a coloro che non hanno molta esperienza su temi di questa portata, e che l’anno fiscale 2025 segue ancora le vecchie disposizioni.
Ciò significa che per la dichiarazione del 2026 si applica ancora il 26%. Più nello specifico ricordiamo:
- Criptovalute tradizionali (possiamo ad esempio citare Bitcoin, Ethereum, Cardano e altre ancora): sono tassate al 26% sulle plusvalenze generate (il 33% si considera dall’anno fiscale 2026);
- Stablecoin e E-Money Tokens legati all’Euro: beneficiano dell’aliquota al 26%, in relazione ai redditi tassabili derivanti da questi asset.
Le novità sul regime dell’anno fiscale 2026
Tra le novità più significative scompare in via definitiva la vecchia soglia di esenzione dei 2.000 euro. Ciò significa che tutte le plusvalenze sono essenzialmente tassabili e anche se hai solamente 100 euro in BTC (Bitcoin) devi dichiarare. Il cambiamento più marcato riguarda in ogni caso il tanto discusso aumento dell’aliquota dal 26% al 33% dal 1° gennaio 2026 (su asset non-EMT).
Sempre da gennaio 2026, focalizzando l’attenzione sulla Direttiva DAC8, tutti gli exchange comunicano in modo diretto con l’Agenzia delle Entrate. Questo significa che quest’ultima ha sempre la possibilità di recepire i saldi, ma soprattutto le operazioni dei residenti italiani. Credere che operare su exchange centralizzati sia anonimo è sbagliato e anche i trasferimenti da e verso hardware e software wallet (MetaMask, Ledger, Tangem e così via) possono essere controllati se ancorati ad un account KYC.
Dichiarazione redditi crypto: cosa si dichiara?
Onde evitare di commettere errori, ricordiamo in prima istanza che i guadagni derivanti dalle proprie attività crypto non sono gli unici a dover essere indicati all’interno della propria dichiarazione annuale. Vediamo quindi di comprendere, in modo semplificato, cosa bisogna dichiarare:
- Plusvalenze: rappresentano essenzialmente i guadagni che l’investitore è riuscito ad ottenere dalla propria attività di investimento (scarto tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto) e vanno inseriti nel Quadro RT, o T, della dichiarazione dei redditi;
- Possesso: le criptovalute possedute all’estero, o eventualmente su portafogli (anche hardware wallet), vanno inerite nell’apposito Quadro RW, o W, anche se non si è registrato alcun guadagno, ossia alcuna plusvalenza;
- Proventi da staking, mining, airdrop e similari: possono richiedere in determinate circostanze l’inserimento tra i redditi diversi, o su specifiche sezioni, sulla base delle diverse fattispecie.
Cosa succede se la vendita ha portato ad una perdita? In questo caso le minusvalenze possono essere utilizzate per compensare plusvalenze successive. La deduzione delle minusvalenze si lega ai 4 anni successivi. Calcoli che possono mostrarsi davvero molto complessi e che software e piattaforme moderne, come avremo modo di scoprire a breve, hanno reso davvero semplici.
I servizi di Okipo per agevolare calcoli e adempimenti
Chi opera su più exchange, sa molto bene quanto sia complesso riconciliare tutti i dati e tutte le transazioni avvenute. I formati sono spesso incompatibili, i CSV si mostrano differenti e tutto ciò richiede ore e ore di lavoro. Al contempo, molti utenti non dispongono delle conoscenze minime per portare a termine le procedure, riducendosi sempre alle ultime settimane, senza aver in mano alcun documento “pronto all’uso”.
Piattaforme professionali, come ad esempio Okipo (vai qui per approfondire), permettono invece di evitare la raccolta manuale e laboriosa di dati e fogli Excel, offrendo moduli fiscali pronti in pochi step. Okipo si collega inoltre ai principali exchange (come Binance, Coinbase, Kraken e altri ancora), riconciliando tutto (compresi swap, staking, airdrop e così via) ed erogando calcoli precisi su ciò che bisogna versare.
Okipo è una piattaforma italiana di ultima generazione, che permette di dichiarare criptovalute e NFT in modo semplificato, ma soprattutto nel pieno rispetto della normativa vigente. Il tutto senza dover pagare alcun abbonamento, considerando un pagamento una tantum solo per gli anni fiscali di proprio interesse. Hai comprato crypto e non hai mai dichiarato? Niente paura, hai la possibilità di recuperare report dettagliati a partire dal 2013 e ricevere supporto diretto sul tuo caso.
I passaggi legati al suo funzionamento sono davvero basilari, scopriamoli a seguire.
1. Si collegano i propri exchange
Dopo una rapida registrazione gratuita, si ha subito la possibilità di connettere i propri exchange di criptovalute alla piattaforma di Okipo. Si inizia gratis e si paga solamente per scaricare i report finali. Ciò significa che il provider può essere utilizzato anche come vero e proprio tracker di portafoglio. Il collegamento con CEX, wallet, blockchain ed ecosistemi DeFi è davvero molto rapido.

Al momento di questa stesura, secondo le informazioni indicate all’interno del sito ufficiale, Okipo supporta più di 100 piattaforme. Risulta altresì possibile importare i dati, trascinando in autonomia i file CSV presenti sul proprio computer.
2. Okipo importa le transazioni e le riconcilia
Il motore interno di Okipo analizza in tempi record ogni singola transazione effettuata dall’utente. Rigorosi sistemi permettono a questo fornitore di servizi di risultare altamente preciso e di considerare tutte le operazioni assoggettate ad obblighi dichiarativi e fiscali. La fase di riconciliazione dei movimenti avviene in modo automatico ed è il sistema che applica la normativa fiscale italiana di riferimento.
3. Calcolo di plusvalenze e imposta di bollo
Sulla base dei dati scannerizzati e delle piattaforme ancorate, Okipo è in grado di calcolare successivamente le plusvalenze e l’imposta di bollo derivati dagli investimenti e della attività crypto. Si tratta di un procedimento preciso e che evita all’utente calcoli matematici molte volte complessi e che potrebbero indurre ad errori in fase di dichiarazione e pagamento delle imposte.
4. Download del report
Giunti al termine del processo, l’utente può scaricare i quadri fiscali già compilati, pagando solamente sulla base del proprio bisogno. I documenti e report possono poi essere utilizzati dal proprio commercialista di fiducia/CAF, o in autonomia, per la dichiarazione.

Tutto resta a propria disposizione e si ha anche la possibilità di essere supportati internamente, anche per situazioni complesse.
Dichiarazione tasse crypto: scadenze e date da ricordare
La dichiarazione va presentata ogni anno per i redditi dell’anno precedente (considera quindi le giuste aliquote, considerando che per il 2026 si fa riferimento al 2025). Sulla base dei modelli abbiamo che:
- Modello Redditi PF: l’invio deve avvenire entro e non oltre il 31 ottobre 2026;
- Modello 730: l’invio deve avvenire entro e non oltre il 30 settembre 2026.
Non esistono obblighi e vincoli specifici sul momento d’invio, dato che il contribuente può procedere in modo autonomo, o supportato dal proprio commercialista di fiducia, appena la procedura risulta disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate (richiesto SPID/CIE), solitamente da fine aprile / inizio maggio, fino alle date di scadenza.
Quali sono invece le date chiave per il pagamenti delle imposte con l’F24? Puoi essenzialmente pagare appena conosci gli importi e la scadenza ufficiale è il 30 giugno 2026, con possibilità di estendere il pagamento al 31 luglio 2026, accettando una maggiorazione dello 0,40%.
Considerazioni a margine
Gli adempimenti fiscali e dichiarativi non devono essere sottovalutati e con il passare degli anni diventa sempre più importante portare a termine procedure precise, senza tralasciare alcun aspetto. Il tutto per evitare sanzioni, o contatti indesiderati da parte dell’Agenzia delle Entrate. Mai come in questo caso, procedere con ordine, ma soprattutto affidarsi a piattaforme professionali, come il citato Okipo, può davvero fare la differenza e permetterti di dormire sonni tranquilli in fase di dichiarazione dei redditi.
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