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SpaceX cambia le regole del Nasdaq

Musk conquista il Nasdaq con SpaceX, ma l’S&P 500 gli chiude la porta

L'IPO di SpaceX cambia le regole del Nasdaq mentre l'S&P 500 non si piega. Cosa cambia per fondi passivi e ETF e cosa fare con le crypto.
SpaceX cambia le regole del Nasdaq

Venerdì 12 giugno SpaceX (SPCX) debutterà sul Nasdaq, ma il mercato crypto ha già iniziato a scambiarla da settimane. Mentre la finanza tradizionale attende la campanella, gli exchange crypto scambiano SpaceX già da settimane tramite contratti perpetui pre-IPO che permettono di prendere una posizione sintetica sulla società di Elon Musk ma senza accesso alle azioni reali.

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Su SpaceX le crypto in anticipo su Wall Street

Hyperliquid ha aperto il mercato il 18 maggio tramite Trade.xyz, seguita da Bybit, Binance, OKX, Bitget, Crypto.com e BitMEX. Coinbase è arrivata il 4 giugno, con un contratto che si convertirà in perpetuo regolamentato dopo l’IPO. Si tratta però di strumenti sintetici regolati in contanti, che non conferiscono nessun diritto di proprietà sulle azioni. Le azioni tokenizzate sono attese su Ondo e arriveranno solo a ridosso del debutto.

SPCXUSDC - hyperliquid
SpaceX (SPCXUSDC) – Hyperliquid

La quotazione avverrà con il ticker SPCX a un prezzo fisso di 135 dollari per azione. SpaceX punta a raccogliere circa 75 miliardi di dollari. La valutazione complessiva sfiora i 1.770 miliardi, la più grande IPO della storia, sopra il record di Saudi Aramco del 2019.

I conti sono in rosso con l’ultimo bilancio annuale che mostra ricavi per 18,7 miliardi di dollari e una perdita operativa di 2,6 miliardi. La situazione è peggiorata nel 2026 e nel primo trimestre la perdita netta ha toccato 4,28 miliardi di dollari. A questi numeri si aggiunge un deficit accumulato di 41,3 miliardi, frutto anche delle perdite del braccio di intelligenza artificiale xAI (quello di Grok) fuso in SpaceX lo scorso febbraio.

Il controllo resta saldamente a Musk

La struttura dell’offerta blinda il fondatore. Grazie alle azioni di classe B, che valgono dieci voti ciascuna, Elon Musk manterrà oltre l’82 per cento dei diritti di voto dopo la quotazione. Lo stesso Musk è vincolato a un lock-up di 366 giorni, segnale di impegno verso il progetto. La società ha inoltre riservato circa il 30 per cento dell’offerta agli investitori retail, il triplo della norma per una mega capitalizzazione.

SpaceX divide Nasdaq e S&P 500

La quotazione di SpaceX ha portato il Nasdaq ad ammorbidire le proprie regole con la cosiddetta Fast Entry, in vigore dal 1° maggio. Una matricola tra le prime 40 per capitalizzazione entra ora nel Nasdaq 100 in soli 15 giorni di contrattazione, contro i tre mesi precedenti.

L’indice ha inoltre cancellato il vincolo di flottante minimo del 10%, che SpaceX con il suo 4-5% non avrebbe rispettato, e accolto la struttura a doppia classe di azioni, tipica della società di Elon Musk, dove lui rafforza il controllo sui voti.

Il muro mancante dei fondi passivi

L’S&P 500 invece non si è piegato a Musk e il 5 giugno ha confermato i suoi requisiti storici di ingresso, utili in attivo, flottante adeguato e almeno dodici mesi di quotazione. Nessuna eccezione concessa solo per via delle dimensioni. SpaceX, ancora in perdita e con un flottante del 4-5%, resta così fuori dall’indice più seguito al mondo.

La conseguenza pesa sul mercato. I fondi che replicano l’S&P 500, noti come fondi passivi, con migliaia di miliardi di asset, non sono obbligati ad acquistare il titolo. Un ETF come lo SPY compra solo ciò che è dentro l’indice.

ETF SPY su bybit
ETF SPY su Bybit

Se SpaceX fosse entrata nell’indice, quegli stessi fondi avrebbero dovuto comprarne le azioni in automatico, generando flussi per miliardi di dollari. Quel muro di domanda viene così a mancare. Sul Nasdaq 100 accade invece l’opposto, l’ingresso agevolato di SpaceX obbliga i fondi che lo replicano a dover acquistare l’azione.

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