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Monte dei paschi

Intesa Sanpaolo: i dettagli dell’offerta a MPS. Nascerà il secondo gruppo bancario europeo

Arriva l'offerta di Intesa: ecco i dettagli per ingolosire gli azionisti.
Monte dei paschi

Dopo un consiglio di amministrazione straordinario nella tarda serata di ieri, arriva l’offerta di Intesa Sanpaolo per Monte dei Paschi di Siena. 16 azioni di nuova emissione per ogni 10 azioni MPS, più un euro, per un’offerta che, se accettata, farà andare in porto la fusione entro fine 2026. Nel caso in cui dovesse accettare l’offerta MPS (che nel frattempo è impegnata a valutare un’altra offerta, di Banco BPM), nascerebbe il secondo gruppo bancario europeo per capitalizzazione di mercato.

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L’offerta è arrivata dopo che domenica ne era arrivata un’altra, da Banco BPM, i cui dettagli finanziari saranno però resi pubblici oggi. È un altro capitolo di quello che i giornali chiamano il Risiko bancario – una lunga serie di acquisizioni e di merger che sta ridisegnando il settore bancario italiano.

La risposta di Intesa Sanpaolo a Banco BPM

Il motivo del contendere è Monte dei Paschi di Siena, gruppo bancario che sia BPM sia Intesa vorrebbero portare al loro interno. Dopo la proposta di fusione da parte di BPM, è arrivata in poche ore un’ulteriore proposta, che avrebbe come obiettivo primario quello di ostacolare la fusione tra BPM e MPS.

È un’operazione di mercato rivolta direttamente a tutti gli azionisti dell’emittente, tale da garantire loro la possibilità di essere gli artefici, con l’adesione all’offerta stessa, di un’aggregazione tra l’offerente e l’emittente, che permetta la piena valorizzazione della potenzialità dei due gruppi.

È questo quanto si legge nel comunicato di Intesa Sanpaolo, che ha realizzato e proposto un’offerta in poche ore all’azionariato di MPS, probabilmente anche a scopo contenitivo.

Nel caso di fusione ne emergerebbe il secondo gruppo bancario dell’eurozona, con una capitalizzazione di mercato superiore ai 120 miliardi di euro e la possibilità di competere con una base certamente più importante.

Il Corriere della Sera parla di riassetto finale del capitalismo italiano, in una sorta di sentiment di incompiutezza dopo la chiusura dell’accordo tra MPS e Mediobanca.

Ora la parola ai mercati

Ora a dire l’ultima parola su entrambe le proposte saranno i mercati prima e gli azionisti poi, in quello che è uno dei momenti di maggiore movimento ai piani alti del settore bancario italiano.

Intesa Sanpaolo – ed è quanto forse interesserà di più i nostri lettori – è da tempo attiva nel mondo delle criptovalute, non solo con una presenza sostanziale sui mercati, ma anche con la partecipazione al consorzio Qivalis, con altre 36 banche dell’area euro per l’emissione di una stablecoin. Nel caso in cui dovesse andare in porto l’offerta agli azionisti di MPS, potremmo considerare il futuro secondo gruppo per capitalizzazione di mercato come ormai integrale al mondo crypto.

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