I mercati azionari hanno innalzato la volatilità e venerdì il future sul Nasdaq aveva chiuso con un pesante -4,78%, spaventando l’intero settore tecnologico. Oggi invece arriva la reazione con il future che vira al rialzo provando un recupero di parte delle perdite. Le preoccupazioni sul comparto dell’alta tecnologia, che ha trainato il Nasdaq a un +15,25% da inizio 2026, però non si volatilizzano in un giorno.
Il ribasso del Nasdaq non doveva sorprendere
In realtà questo ribasso del Nasdaq non doveva cogliere del tutto di sorpresa. L’indicatore di ampiezza nel pannello inferiore del grafico lo segnalava da un po’ di tempo. Da aprile l’indice era in uptrend, ma senza il sostegno di acquisti diffusi.

L’istogramma, che misura la differenza tra titoli al rialzo e al ribasso, mostra una netta prevalenza di barre rosse. Anche oggi, nonostante il rimbalzo in atto del future, l’indicatore dice che i titoli in calo restano la maggioranza.
Semiconduttori in affanno
Dentro il Nasdaq la spinta è arrivata dai semiconduttori legati all’intelligenza artificiale che hanno corso senza freni. Nella matrice visibile sul grafico si può vedere come Micron segna un +229% da inizio 2026, Marvell un +253%. Quelle a mega capitalizzazione si muovono più lentamente ma Nvidia cresce del +11,73%.

Il quadro cambia però per i grandi nomi del software. Microsoft cede l’-8,32% solo a giugno, Meta il -7,14% e Amazon il -8,93%. Tra le big Apple da inizio anno segna un +14,9% ma il traino resta concentrato sul comparto dei chip.
Gli ETF raccontano la stessa storia

La leadership dei semiconduttori è ancora più visibile osservando l’andamento degli ETF settoriali americani. Da inizio 2026, l’ETF SOXX, dedicato ai chip, vola a un +90,89%, doppiando l’ETF spaziale UFO, fermo a un +43,13%, e staccando nettamente il fondo tematico sull’intelligenza artificiale AIQ, a un +27,55%. Sull’ultimo mese, però, solo il SOXX resta positivo, mentre tutti gli altri scivolano in territorio negativo.
La tokenizzazione del Nasdaq
Il Nasdaq è già sbarcato nel mondo crypto attraverso i Real World Asset (RWA) tokenizzati, accessibili senza un broker tradizionale. Il primo modo per replicarlo è il perpetual future che si può trovare anche su Hyperliquid, ed è quotato con il ticker XYZ100 ed è stato lanciato da TradeXYZ tramite il framework HIP-3. Si tratta di un contratto sintetico che traccia il Nasdaq 100, con leva fino a 30x.

L’open interest sfiora i 424 milioni di dollari e il volume nelle 24 ore supera i 671 milioni. Quando il mercato dei future statunitensi è aperto, prezzo e oracolo restano allineati. Nei weekend, invece, il prezzo si ancora a una media degli ultimi prezzi registrati a Chicago.
QQQx e QQQon, i token con collaterale reale
C’è anche una seconda modalità che passa dai token spot garantiti da azioni reali. QQQx, emesso da xStocks, replica l’ETF Invesco QQQ ed è disponibile su Bybit e Bitget. Accanto a esso si muove QQQon, prodotto da Ondo Global Markets, scambiabile su rete Ethereum e Solana e integrato in MetaMask.
Entrambi sono garantiti 1:1 da quote dell’ETF custodite presso operatori regolamentati. La differenza più rilevante riguarda i dividendi. I token Ondo sono total-return, cioè i dividendi vengono reinvestiti automaticamente, al netto delle ritenute, e si riflettono in un aumento del numero di token detenuti. Il prezzo, invece, resta espresso in dollari. Ovviamente questi token permettono l’accesso ai mercati USA 24 ore su 24, cinque giorni a settimana, anche da fuori gli Stati Uniti.
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