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SpaceX conquista Wall Street, ma i migliori investimenti spaziali del 2026 sono altrove

Gli ETF spaziali dominano il 2026, ma l'arrivo di SpaceX potrebbe ridisegnare equilibri, flussi e performance del settore
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SpaceX ha debuttato al Nasdaq il 12 giugno, con la più attesa quotazione del settore spaziale. Il collocamento è avvenuto a 135 dollari, per una raccolta vicina a 75 miliardi e un rialzo che ha toccato un picco del +55% in tre giorni. Ma il vero motore del 2026 sono stati alcuni ETF tematici, corsi molto più del mercato. Tuttavia è possibile che la matricola SpaceX ora rimescoli le carte. Ecco la mappa aggiornata tra ETF e titoli.

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Lo spazio puro batte aerospazio e difesa

Da inizio 2026 gli ETF puramente spaziali hanno corso più di quelli aerospazio e difesa. Sul grafico daily allegato riportiamo un loro andamento. Su questa view figurano ROKT a +38,32%, UFO a +33,53%, NASA a +28,90% e ARKX a +20,70%. Dietro restano XAR a +17,17% e ITA a +12,51%.

EFT Space and defence USA
ETF Space and defence USA

XAR e ITA non rappresentano la space economy ma sono panieri di difesa, dominati da Lockheed Martin, RTX e Northrop Grumman. Il loro andamento dipende dalla spesa per la difesa, non dai lanci o dai satelliti. Per il tema spazio contano davvero solo i primi quattro ETF citati in precedenza. Questi quattro ETF (ROKT, UFO, NASA, ARKX) investono in lanci, satelliti, osservazione della Terra e comunicazioni. È quella che possiamo definire la space economy vera, più vicina al modello SpaceX.

Il paradosso di NASA e l’ingresso negli indici

L’ETF più grande del settore è NASA, con circa 2,6 miliardi di dollari di masse. È nato a fine marzo, eppure ha già scavalcato i rivali più anziani. Il motivo è uno solo: è stato il primo a detenere SpaceX, tramite un veicolo dedicato, con un peso vicino al 10%.

NASA è a gestione attiva, quindi sceglie i titoli senza seguire un indice. Per questo ha potuto comprare SpaceX prima ancora della quotazione, tramite un veicolo dedicato.

Diverso è il caso degli ETF passivi, che non scelgono ma replicano un indice. Questi comprano SpaceX solo se le regole dell’indice lo impongono. Non esiste quindi alcun obbligo automatico. UFO invece deve includere SPCX subito, grazie a una regola del suo indice modificata a maggio. Quella regola fa entrare nel paniere di UFO le società spaziali pure sopra i 500 miliardi, senza attese.

Le azioni spaziali restano poche e volatili

I titoli puramente spaziali quotati sono pochi e il riferimento è Rocket Lab (RKLB), a +56,11% da inizio anno. Opera nei lanci e nei sistemi spaziali. Seguono Intuitive Machines (LUNR) a +46,40%, focalizzata sulla Luna, e Planet Labs (PL) a +46,35%, sull’osservazione della Terra.

Space Stocks USA - daily 17 giugno 2026
Space Stocks USA – daily 17 giugno 2026

Più indietro AST SpaceMobile (ASTS) a +18,81%, sul collegamento diretto tra smartphone e satellite. Il dato però inganna. ASTS in dodici mesi era salita oltre il +300%, quindi nel 2026 ha solo digerito quei guadagni. Il movimento di queste azioni è stato corale e hanno toccato il massimo a ridosso della quotazione SpaceX, per poi scendere insieme. È il classico schema “buy the rumors, sell the news“.

Cosa sta facendo SpaceX

E SpaceX? Il titolo ha quattro sedute di storia, quindi nessuna struttura tecnica. Oggi si sta mostrando volatile e resta sotto i 200 dollari. Il suo ATH è stato toccato ieri a 225,23 dollari da dove ha ripiegato. Rispetto ai 135 dollari del collocamento il guadagno resta ampiamente sopra il 40%. Parlare di analisi tecnica ora è prematuro, servono settimane di scambi prima di leggere livelli affidabili.

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