Prosegue la debolezza nel mese di giugno anche per Ethereum, che registra un calo netto del -13,45%, segnando il secondo mese consecutivo in rosso. Se si considerano le ultime nove candele mensili, ETH ha chiuso in positivo solo due volte. Attualmente quota 1.735 USDT e su base annuale la performance negativa è del -41,55%.
Il quadro mensile di Ethereum dal picco del 2021
ETH è in una condizione di pericolo, al pari di quello visto ieri su BTC. Soffermandoci sul grafico monthly, abbiamo una panoramica dal vecchio picco storico di Ethereum di novembre 2021 a 4.868 USDT e relative fasi di contrazione, con gli swing che hanno poi riportato lo scorso anno ETH a toccare un minimo ad aprile a 1.385 USDT. Da lì è partito il rally che ha portato al nuovo ATH a 4.955 USDT.

Dal picco è iniziata la fase di contrazione che ha visto il 2025 chiudersi a -10,95% con la rottura di una serie di supporti e il downtrend che sta proseguendo anche nel 2026.
Nuovo minimo annuale a giugno 2026
A giugno ETH ha toccato un nuovo minimo annuale a 1.505 USDT, scendendo anche sotto l’area di supporto dei 1.780 USDT. Il rischio adesso è un possibile ritorno verso il minimo dell’aprile 2025. Nello scenario peggiore la discesa può proseguire fino all’area dei 1.070 USDT.
Dopo aver inquadrato la struttura di prezzo, passiamo ad analizzare la struttura del future di ETH tramite l’Open Interest, perché ci racconta quanta leva resta aperta e quanto carburante c’è per nuovi movimenti. Il dato aggregato è sceso a 7,99 miliardi, sui minimi del periodo, mentre le liquidazioni risultano quasi azzerate a 13 milioni complessivi.
Scenario di ETH sul grafico weekly
Analizzando Ethereum sul grafico weekly, si può cogliere la serie di massimi e minimi decrescenti partiti dall’ATH. In questi mesi ci sono state due fasi di lateralità: la prima tra novembre e dicembre 2025, poi la più ampia tra febbraio e aprile 2026.

A maggio il prezzo è arrivato sull’area di resistenza vettoriale, che allora passava a 2.370 USDT e dove interseca anche la SMA 50 mensile. Da quel livello si è avviata di nuovo la fase di contrazione, che ha portato al nuovo minimo annuale di giugno.
Adesso ETH sta vivendo una fase di indecisione, con un rimbalzo la settimana scorsa, mentre questa settimana si sta configurando una candela doji. Se guardiamo cosa è accaduto nelle due precedenti situazioni dopo i ribassi, dovremmo aspettarci una possibile costruzione di una nuova fase laterale di ETH.
Il prezzo di ETH ha una prima resistenza vettoriale in area 1.870 USDT, che corrisponde al 38,2% di Fibonacci del movimento che va dal massimo di maggio al minimo di giugno. La resistenza più rilevante passa in area 1.990-2.000 USDT.
Leva scarica dopo la tempesta

Il panico del ribasso e gli eccessi sono già stati smaltiti tra fine maggio e inizio giugno, con quasi 500 milioni di long bruciati. Ora la leva è bassa e manca carburante per nuove cascate immediate. Un movimento direzionale forte richiede nuove posizioni in ingresso, non chiusure forzate. La volatilità da liquidazione appare spenta, quindi nel brevissimo prevale la compressione. Va però segnalato che un Open Interest così basso può restare compresso a lungo, lasciando il prezzo a galleggiare senza direzione finché non rientra leva sul mercato.
Short puniti sui minimi

Il dato più interessante riguarda le liquidazioni e il loro ribaltamento tra long e short, come si osserva dal grafico allegato. Adesso vengono chiusi in perdita 10,91 milioni di short contro appena 2,29 milioni di long. In pratica, chi scommette al ribasso sui minimi viene liquidato a ogni piccolo rimbalzo del prezzo. È il contrario di quanto accadeva a inizio giugno, quando a saltare erano i long durante la discesa. Su volumi così ridotti il segnale resta debole, ma racconta una cosa precisa: la pressione di vendita si sta esaurendo.
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