A quanto sarà Bitcoin tra 12 mesi? Secondo Citi a un prezzo più basso di quello previsto dalla stessa banca soltanto poche settimane fa. E ci sono novità importanti anche per quanto riguarda gli ETF – quotati negli USA, principalmente – in termini di inflow attesi. È uno dei segnali della fine del mercato ribassista? In genere il taglio delle previsioni ha sempre accompagnato il bottom. Sarà così anche questa volta?
Citi vede Bitcoin nel corso dei prossimi 12 mesi a 82.000$, un taglio rispetto alle previsioni precedenti di circa il 30%. Il gruppo infatti aveva, come ultima previsione, un target di 112.000$. Stesso discorso, tra le altre cose, per Ethereum, che passa da un target di 3.175$ a un target di 2.240$. Ieri anche TD Cowen ha rivisto al ribasso le previsioni su Bitcoin e MSTR, le azioni della società guidata da Michael Saylor, che ha più di 800.000 Bitcoin in cassa e che sta operando una rivoluzione anche in termini di gestione del capitale e di pagamento dei dividendi.
Altri tagli alle previsioni, ma è davvero un male?
In realtà i più cinici vi ricorderanno che quasi tutti erano convinti di Bitcoin a 200.000$ per la fine del 2025, fino a poco prima dei prorompenti eventi del 10 ottobre 2025, dai quali si è avviata una fase discendente importante per quanto riguarda tutto il settore crypto. Eventi sui quali ancora non è stata fatta sufficiente chiarezza ma che hanno avuto un impatto duraturo sui mercati.
Dati i chiari di luna – testimoniati anche da un settore ETF in evidente difficoltà – anche Citi rivede i suoi target. Bitcoin “scende” a 82.000$ entro 12 mesi, comunque in rialzo rispetto alle quotazioni attuali, che si aggirano intorno ai 58.000$. Riviste al ribasso anche quelle su Ethereum, che ora puntano a un target di 2.240$. Anche in questo caso però siamo davanti a un taglio comunque… rialzista.
Bitcoin, il contrario delle previsioni e la lezione di Warren Buffett e altri
I grandi investitori, quelli che sono passati alla storia, quelli che hanno accumulato enormi capitali, hanno sempre indicato la necessità di essere long quando tutto il mondo si sente short, e dunque di sfruttare i momenti di panico per prendere decisioni contrarian.
Questo non è un consiglio di investimento e ci mancherebbe. È però certamente curioso che nei momenti di boom sono tutti pronti a pubblicare delle previsioni stratosferiche, salvo poi correggere il tiro quando il sentiment cala a picco.
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