SBI Group è pronta a lanciare un servizio di prestiti e di depositi retribuiti su JPYSC, una stablecoin ancorata allo yen giapponese. Il gruppo è già da tempo attivo nel mondo crypto, sia tramite collaborazioni con Ripple, sia tramite la gestione di servizi propri. SBI punta a offrire alla clientela un rendimento del 3% sui depositi tramite stablecoin.
SBI ha annunciato oggi che accetterà richieste di adesione al programma a partire dal 16 luglio e che offrirà, in fase di lancio, un servizio di deposito bloccato a 12 settimane. Non è chiaro per il momento se in futuro saranno offerti anche piani con rendimento libero e senza vincoli temporali. Si tratta del primo sforzo in questo senso in Giappone, Paese dove le normative sulle criptovalute sono sempre state piuttosto restrittive e dove ora le principali banche del Paese si stanno muovendo per offrire più servizi.
SBI con i conti deposito in stablecoin
Sarà in realtà un’enorme campagna pubblicitaria per l’utilizzo di stablecoin anche per i propri affari “bancari”. SBI offrirà infatti tassi molto più elevati della media del mercato per spingere la clientela ad aderire al primo piano di conto deposito retribuito direttamente con una crypto stable ancorata allo yen giapponese.
JPYSC è una stablecoin gestita da SBI Group e che è ancorata allo yen tramite riserve. Il gruppo inoltre sta aumentando gli investimenti in società di servizi crypto, allo scopo di offrire integrazione anche con trading e custodia.
È una notizia che non dovrebbe stupire che investe nel mondo crypto da tempo: SBI Holdings è infatti il gruppo più attivo in Asia per quanto riguarda investimenti e integrazione di criptovalute e blockchain nel mondo della finanza tradizionale. Il gruppo collabora anche da tempo con Ripple, tant’è che fino alla causa contro SEC si parlava sempre più insistentemente della possibilità di quotare la società Ripple Labs direttamente alla borsa di Tokyo.
È bene inoltre ricordare ai nostri lettori che in questo affare Ripple non sembrerebbe essere coinvolta e che si tratta di un’iniziativa propria di SBI.
Non solo SBI
Lawson, che è il terzo gruppo retail del Giappone, è pronto a lanciare in una delle sue rivendite la possibilità di pagare in stablecoin, secondo quanto riporta Nikkei. Si tratterà di un progetto pilota che, in caso di esito positivo, permetterà l’espansione del programma.
In questo caso si farà ricorso a un’altra stablecoin legata allo yen giapponese, ovvero JPYC, la prima a ottenere licenza in Giappone. Secondo quanto riporta The Block, il token ha circa 12 milioni di dollari (2 miliardi di yen) di capitalizzazione. Cifre ancora piuttosto basse, che segnalano un mercato che sta muovendo i primi passi.
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