I perpetual futures sono uno dei prodotti più apprezzati dagli investitori e dagli speculatori. Sono nati in ambito crypto, ora esistono anche in riferimento ad asset tradizionali e proprio questa notte, su Hyperliquid, hanno dato dimostrazione delle problematiche che si portano dietro. I futures su SK Hynix, società coreana del comparto memorie, hanno perso oltre il 10% in un flash crash poi rientrato.
Mentre sulle piazze tradizionali il titolo scambiava intorno ai 1.120$, su Hyperliquid i futures perp hanno raggiunto quota 900$, salvo poi risalire. Un classico caso di assenza di liquidità sufficiente verso il basso (può accadere anche verso l’alto), che a parziale discolpa di quella infrastruttura però, ha visto una correzione pressoché immediata. Chi era long a leva massima, al 10x, è stato liquidato.
I perps piacciono, ma…
Ogni tanto suonano la sveglia per chi crede che siano liberi di ogni turbamento per gli investitori. Il grafico che riportiamo racconta quello che è successo alla riapertura delle piazze asiatiche, quando i trader italiani erano già andati a letto.
Crollo del contratto intorno a quota 900$, per poi riprendere il livello di prezzo precedente. Non è chiaro cosa abbia innescato il flash crash.

Si tratta comunque dell’orario durante il quale accadono di questi eventi più di frequente, ovvero tra la chiusura delle piazze TradFi degli Stati Uniti e la riapertura delle piazze asiatiche. Una fase che è contraddistinta storicamente da una liquidità ridotta, che permette a chi vuole muovere i mercati di agire, talvolta, impunito.
Rimane però la discussione sui futures perp: sono degli strumenti interessanti, che permettono agilmente di andare long o short, anche a leva e che però sono strutturalmente assai fragili. Continueranno a proliferare anche perché negli Stati Uniti si è creata una strada per renderli integrati nei mercati anche tradizionali e li vedremo quotati anche da venue classiche.
Il matching tra ordini, la gestione delle liquidazioni senza intermediario (come avviene invece nel mondo dei futures tradizionali), la liquidità sono problemi difficili da risolvere.
Dati però i volumi che questi prodotti fanno registrare, sembra che il grosso dei trader sia disposto a correre certi rischi pur di avere i vantaggi che questi prodotti incorporano.
10 ottobre
Non vogliamo continuare a riaprire una ferita che, lentamente, si sta rimarginando. Tuttavia è stata un’errata gestione del mercato di certi futures perp a essere responsabile del crash del 10 ottobre che ha condannato il mercato crypto a quasi un anno di ribassi.
Anche qui, materiale per ragionare. Domande, più che risposte.
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