Nel mese di luglio il comparto della finanza decentralizzata (DeFi) sta reggendo meglio del resto del mercato crypto, confermando la linea già emersa a giugno. Un mese fa i token DeFi sono scesi soltanto del 4% circa, mentre Bitcoin ha ceduto oltre il 22%. Dentro il settore, però, i movimenti restano molto differenti tra loro, come mostrano Pendle ed Ethena, due token simili. Entrambi condividono il focus sull’offerta di rendimento, eppure il loro prezzo segue strade opposte.
Morpho e Hyperliquid guidano la DeFi, Pendle ed Ethena in rosso
In allegato riportiamo una panoramica dei principali token DeFi, con la relativa tabella delle performance. Qui si osserva come su base weekly Pendle ed Ethena siano entrambi in ribasso di circa il 9%, pur restando in positivo a luglio.

A livello di andamento annuale, invece, Pendle segna un -25%, mentre Ethena è a -59%. Nella stessa panoramica troviamo anche Morpho, che registra un +82,60% ed è stato analizzato di recente, così come Hyperliquid, il miglior token DeFi da inizio anno con un +115,64% ma in rosso a luglio.
Pendle, il mercato dove si scambia il rendimento
Pendle a luglio recupera terreno, segnando un progresso del +7,51%. Il protocollo costruisce un mercato dove il rendimento degli asset crypto viene comprato e venduto separatamente dal capitale. In pratica prende un token che genera interessi e lo divide in due parti negoziabili in modo distinto. Da una parte resta il valore di base, dall’altra il flusso di interessi futuri che si può scambiare. Pendle non produce il rendimento, ma offre l’infrastruttura dove viene negoziato, guadagnando sulle commissioni di chi opera.
Panoramica weekly del prezzo di Pendle
Sul grafico weekly abbiamo una panoramica dell’andamento del prezzo di PENDLE, che attualmente quota 1,413 USDT ed è in contrazione del -9,10% su base settimanale. Su questa view si vede l’ultimo massimo rilevante, dell’agosto dell’anno scorso a 6,28 USDT, da cui è poi iniziata la contrazione del prezzo.

Tra settembre e marzo 2026 Pendle ha registrato sette mesi consecutivi in rosso. In aprile è stato toccato il minimo annuale a 0,969 USDT, da cui è partita una fase di rimbalzo che nell’arco di sette settimane ha segnato un +130%.
I livelli chiave di Pendle
Quel movimento non è però riuscito a raggiungere la prima resistenza vettoriale rilevante a 2,99 USDT, ritracciando prima. A giugno Pendle ha testato l‘area supportiva degli 1,1680 USDT, da cui è poi rimbalzato. Adesso si è fermato sull’area di resistenza degli 1,58 USDT. Questo è il primo livello da rompere al rialzo per poter poi puntare verso la SMA 50, che attualmente passa a 2,10 USDT.
Ethena e il dollaro sintetico che vive sui perpetui
Ethena a luglio guadagna il +13,91%, ma su base annuale è il nome più debole e la ragione va cercata nel meccanismo che lo alimenta. Ethena non ospita gli scambi altrui, ma fabbrica un dollaro sintetico chiamato USDe e vi collega un rendimento. Quel rendimento nasce da una strategia sui contratti perpetui, e dipende dal tasso di finanziamento pagato dai trader. Qui sta la differenza con Pendle, perché Ethena genera direttamente il rendimento invece di ospitarne soltanto lo scambio. Il suo punto debole è proprio il tasso di finanziamento: se si comprime o diventa negativo, il rendimento di ENA si assottiglia.
Per Ethena il rimbalzo debole

L’andamento di Ethena lo osserviamo sul grafico weekly, in ribasso da inizio gennaio. Dopo un minimo a febbraio c’era stato un tentativo di rimbalzo, con un massimo a 0,14 USDT a maggio. Da lì è ripreso il ribasso, che a giugno ha portato ENA a registrare il minimo storico a 0,07019 USDT. Da quel livello è in atto un tentativo di rimbalzo, al momento debole, con una prima resistenza a 0,096 USDT e la successiva, più rilevante, a 0,105 USDT.
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