Arriva il quarto emendamento alla richiesta di approvazione, da parte di Grayscale, per un ETF su $ZEC, la criptovaluta del progetto Zcash. Nell’ultimo emendamento il grande gruppo di gestione di fondi a tema crypto ha inserito la sua decisione di contribuire con 200.000 ZEC al fondo prima della partenza, per quanto l’inserimento della nota non obblighi il gestore a procedere in tal senso.
L’ulteriore aggiornamento del form S-1 che è necessario per iniziare a offrire l’ETF al pubblico è stato dovuto anche in virtù della vulnerabilità scoperta in giugno e che avrebbe potuto permettere la creazione di $ZEC dal nulla da parte di malintenzionati. Un problema che il protocollo ha però superato e che è ormai una questione del passato. Le regole però sulla comunicazione dei rischi legati al prodotto di investimento che si vuole proporre al pubblico americano impongono anche questo tipo di aggiornamenti.
Il trend Zcash, spinto soprattutto da DCG
Non c’è alcun impegno formale, ma una comunicazione che riporta quel che potrebbe accadere. Nell’ultima comunicazione aggiornata da Grayscale è infatti espressa la volontà di partecipare, tramite una sussidiaria di DCG (che controlla anche Grayscale), all’ETF con il conferimento di almeno 200.000 ZEC. Nulla di vincolante, per ora, ma il tentativo di confermare un impegno diretto nella riuscita del progetto.
Zcash continua dunque a essere un progetto che vede in almeno due entità classiche che hanno sede negli Stati Uniti la fonte principale di promozione. Oltre a Grayscale – pezzo da 90 del settore ETF negli USA a tema crypto – c’è infatti anche l’incessante promozione del progetto da parte dei fratelli Winklevoss, che sono a capo dell’exchange di criptovalute Gemini.
Un movimento che continua a essere coordinato e che ora avrebbe, come obiettivo primario, quello di portare appunto $ZEC all’interno di un ETF scambiato nelle borse USA.
Quante possibilità ci sono di vedere l’ETF approvato?
Non dovrebbero esserci grossi ostacoli: non ci sono dubbi infatti sulla natura di $ZEC come asset (è una commodity, non una security) e al netto delle storiche lungaggini di SEC, dovremmo probabilmente vederlo sui listini tra qualche settimana, a meno che non emergano intoppi che comunque potranno essere superati tramite futuri aggiornamenti.
Seguiremo, come sempre, da vicino anche le evoluzioni di questo prodotto, ricordando però ai nostri lettori che gli ETF rimangono prodotti che non sempre sono in grado di attirare una grande quantità di domanda. Nel caso di ZEC però potrebbe essere diverso: di spinta, coordinata, da parte di diverse entità del mondo crypto più solido ce n’è.
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