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Kevin Warsh da Jackson Hole: inflazione troppo alta, lavoro ok, no previsioni future. I mercati (non) gli credono

È un Warsh identico a se stesso: nessuna guidance, attacco a Fed (di cui è presidente) e piani poco chiari.
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Kevin Warsh fa il Kevin Warsh a Jackson Hole e apre con la stessa canzone dell’esordio in qualità di presidente di Federal Reserve. Il successore di Jerome Powell ha confermato la sua volontà di riportare l’inflazione in target (al 2%, PCE) e di non impegnarsi a rivelare mosse future. Per dirla come fanno quelli bravi: no guidance, perché non vuole eliminare opzioni future del FOMC. I mercati rispondono correggendo, anche se di poco, in una fase di alta volatilità da teleprompter.

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Niente di nuovo: l’inflazione non sta scendendo, dice Warsh, il lavoro è prossimo al massimo impiego, Fed si impegnerà etc. etc. Dal primo giro di commenti, non possiamo che fare nostro quello di Chris Anstey, Senior Editor di Bloomberg:

C’è la stessa domanda che avevamo in Luglio. Warsh dice che è colpa di Federal Reserve se l’inflazione è rimasta sopra il target per tutto questo tempo. Ma allora, perché non ha votato con quelli che chiedevano un immediato aumento dei tassi? Perché non ha aumentato i tassi lo scorso mese? Non trovo risposte a questo.

Il pezzo commentato da Chris Anstey è quello che più rapidamente ha fatto il giro del web e dei social:

C’è un segnale che nessuno può mancare. La responsabilità per 65 mesi di inflazione alta e sostenuta è della banca centrale.

Un commento di Warsh suggestivo, epico, storico, stellare, che però riporta appunto alla domanda che tutti ci siamo fatti a luglio – e che a quanto pare continueremo a farci anche in futuro.

Focus sui tassi

Warsh è tornato inoltre su un suo vecchio pallino. Come è noto, non è un grande fan delle operazioni a mercato di Federal Reserve e ritiene che la banca centrale degli USA debba intervenire principalmente o esclusivamente tramite i tassi di breve periodo.

Questo però riporta – non ce ne voglia Kevin Warsh – alla domanda di prima: se Fed deve operare tramite i tassi, se l’inflazione è fuori controllo, se è colpa di Fed, perché la decisione di rimanere fermi a luglio? Perché non dare un segnale al FOMC? E quanto è credibile un intervento sui tassi 6 settimane prima delle elezioni midterm?

I mercati, per ora, gli credono (ma non troppo)

La reazione dei mercati è quella di chi sta prendendo sul serio il presidente di Fed, ma non troppo. Bitcoin corregge, ma di poco, e si riporta molto rapidamente in quota 79.000$. Anche il Nasdaq, dopo un mini-scarico, è tornato più o meno sui livelli di apertura.

Che abbiamo già capito che Warsh è oratore che uomo d’azione? E questo cambierà già con la prossima riunione del FOMC, prevista per metà settembre?

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