Voto USA mette a rischio 9 azioni: il matrimonio con Donald Trump può trasformarsi in un disastro
Chi di Trump ferisce di Trump... perisce? Le elezioni lanciano ondate ribassiste su certi titoli..
19:43 • Aggiornato 29/08/2026
Scritto da Gianluca Grossi
Caporedattore e Content Strategy
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Giornalista finanziario
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A novembre si voterà negli Stati Uniti e la cosa interesserà i mercati crypto (c’è pur sempre il Clarity Act in ballo) e anche i mercati tradizionali. Per la prima volta nella storia, il governo USA ha investito in modo piuttosto importante in società quotate – vedi il caso Intel – e se le elezioni dovessero concludersi con una vittoria dem in almeno una delle due camere, secondo alcuni analisti potremmo… assistere a spinte inverse a quelle che hanno portato certi titoli alle stelle.
L’idea di fondo è semplice: se certe azioni hanno vissuto una seconda giovinezza grazie all’acquisto e/o all’ingresso del governo USA nell’azionariato, allora lo stesso governo USA in minoranza potrebbe essere una croce difficile da sopportare, soprattutto se appunto i dem dovessero conquistare la Camera o il Senato. Il caso più eclatante è quello di Intel, con una posizione che valeva quasi 9 miliardi. Ce ne sono però anche delle altre.
Sotto osservazione il settore quantum
Fatta eccezione per Intel, il settore quantum è forse quello che è stato maggiormente colpito da questo nuovo modus operandi del governo USA. È assai insolito vedere infatti il governo USA procedere con acquisti di titoli, con partecipazioni, anche se minoritarie, o ancora con prese di posizione di questo tipo. Un governo che vede a capo un presidente larger than life e che si appresta ad affrontare il primo check elettorale in quelle che saranno le elezioni più polarizzate di sempre.
| Società | Ticker | Partecipazione / investimento USA |
|---|---|---|
| Intel | INTC | Circa 9,9% |
| MP Materials | MP | Potenzialmente circa 15% tramite azioni convertibili e warrant |
| Lithium Americas | LAC | Warrant equivalenti a circa 5% della società |
| USA Rare Earth | USAR | Circa 10% previsto |
| GlobalFoundries | GFS | Circa 1% previsto |
| D-Wave Quantum | QBTS | Partecipazione azionaria prevista nell’ambito di finanziamenti federali |
| Rigetti Computing | RGTI | Partecipazione azionaria prevista |
| Infleqtion | INFQ | Partecipazione minoritaria prevista |
| Trilogy Metals | TMQ | Circa 10% + warrant |
Questa tabella riassume quelle che sono le partecipazioni già in corso o che sono previste per il futuro, con i gruppi della lista che oltre ad essere strategici, sono diventati titoli assai discussi proprio in virtù della partecipazione degli USA, tramite il governo, all’azionariato.
Niente scarico, ma…
Non ci saranno automatismi. L’eventuale sconfitta elettorale non si trasformerà in uno scarico immediato. Il governo sarà ancora possessore, ma ci sono ottime probabilità che aumentino controlli, citazioni in giudizio, ricorso agli strumenti propri del ramo legislativo per vedere chiaro in certi investimenti.
Che il governo venda in pochi giorni è assolutamente impossibile, ma i mercati potrebbero iniziare a prezzare un Congresso meno schierato con il Presidente, con tutto ciò che questo comporterà per operazioni anche già concluse.
Tra le altre cose, per quanto riguarda i titoli Intel, il governo USA avrebbe già maturato il diritto a vendere, a un anno dall’intervento. Se dovesse farlo, sarà comunque in tranche periodiche e cercando di non colpire eccessivamente il titolo.
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