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Il Congresso l’ha fatto di nuovo. Ora le possibilità di approvazione del CLARITY Act per le crypto sono quasi a zero

Il calendario della House viene modificato in senso peggiorativo. Ora di tempo ce n'è davvero poco
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La House ha deciso di cancellare le sessioni di voto per le settimane del 21 e del 28 settembre. La cosa non interesserebbe granché gli investitori in Bitcoin e crypto, se non fosse che quel periodo è quello decisivo per l’approvazione del Clarity Act. Il Senato infatti punta a votare per il 15 settembre e in caso di ok (ancora da verificare) dovrebbe poi passare il testo nella forma in cui è stato approvato all’altra camera. Camera che però non si riunirà che per 4 giorni prima di darsi… alla campagna elettorale. Nonostante la brutta notizia per il mondo crypto, non ci sono stati per ora riflessi sui mercati.

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I giorni effettivamente a disposizione per l’eventuale approvazione alla Camera del CLARITY Act sarebbero soltanto quattro. E per quello spazio finirebbero per competere anche altre iniziative legislative altrettanto pressanti.

Le possibilità di approvazione prima delle elezioni midterm sono ora prossime allo zero?

Praticamente sì e servirebbe un miracolo per vedere il testo passare. Mai dire mai – soprattutto mentre in ballo ci sono milioni di dollari di finanziamento per la campagna elettorale, ma la matematica non torna più. O meglio, è di quelle che lasciano uno spiraglio davvero minimo.

Non è chiaro per il momento cosa abbia spinto la House a ridurre lo spazio di voto e probabilmente ne sapremo di più nel corso dei prossimi giorni. C’è anche una campagna elettorale che pesa: a novembre si vota e il grosso dei membri del Congresso sarà impegnato o per la propria rielezione oppure a sostegno di candidati vicini.

Il CLARITY Act dovrà essere dunque – se così dovessero andare le cose – con la nuova configurazione del Congresso, una configurazione che dovrebbe far emergere una maggioranza dem in almeno una delle due camere. La cosa – almeno secondo le letture prevalenti – potrebbe essere di ostacolo all’approvazione del testo così com’è, con la possibilità di ulteriori inasprimenti.

Le proteste del mondo crypto montavano da un po’

In realtà lo stallo non è cosa nuova. Mike Belshe di BitGo aveva ritenuto quasi scontato un passaggio di questo tipo, dato che gli incentivi elettorali sono appunto per… lo stallo. Con la legge che deve essere approvata, i candidati pro crypto possono facilmente chiedere una quantità maggiore di fondi alle società crypto che partecipano ai comitati elettorali.

Una lettura cinica, che però per il momento i fatti non hanno smentito.

Per chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno: la notizia non ha praticamente avuto impatto sul mercato, con Bitcoin che continua a rimanere sopra gli 80.000$ all’interno di una fase rialzista che sembra avere parecchia solidità.

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