Venice AI tocca un nuovo massimo storico: $VVV esplode a +42% mentre i buyback di settembre puntano al record
$VVV sta volando sui mercati, e sono diverse le ragioni che spiegano questo boom.
Aggiornato 21/09/2026
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Il vento dei mercati continua a soffiare a favore di Venice AI e del suo token nativo. Negli ultimi 7 giorni i prezzi sono aumentati di circa il +42%, con la moneta che ha raggiunto un nuovo massimo storico durante la sessione odierna, trainata dal rinnovato sentiment rialzista del mondo crypto e dall’euforia speculativa attorno alla narrativa della privacy applicata al comparto AI.
Nel frattempo, il protocollo si appresta a chiudere settembre come il miglior mese di sempre in termini di buyback sulla crypto VVV30,86 $▲ +8,76%, con i dati che – a distanza di 9 giorni dalla fine del mese – mostrano volumi di riacquisto già prossimi a quelli registrati nell’intero periodo di agosto.
I buyback sostengono il rally di Venice AI: prezzi ai massimi storici
Ai crypto investitori piace tantissimo il modello di ricompensa dei buyback che è stato implementato nel 2026 da vari protocolli decentralizzati: è un tema su cui in passato ci siamo soffermati più volte all’interno di questo giornale, spiegando come sia diventato il nuovo meta speculativo per i token, con un peso crescente sull’andamento dei prezzi.
Gli holder di $VVV, token del progetto Venice AI, sanno bene di cosa stiamo parlando. Negli ultimi mesi la piattaforma ha registrato un progressivo aumento dei ricavi legati all’utilizzo dell’inferenza privata dei modelli AI, alimentando di conseguenza crescenti buyback & burn della criptovaluta che hanno accompagnato un forte rialzo delle sue quotazioni.
In particolare, Venice ha chiuso agosto con 700.000 dollari di riacquisti (in aumento rispetto ai 450.000 dollari di luglio) con $VVV che ha registrato un incremento del 40% nel corso del mese. Ora a settembre, pur non essendo ancora concluso, la metrica si trova più o meno agli stessi livelli, lasciando intendere che si potrebbe facilmente arrivare a segnare un nuovo record storico.

Dall’introduzione di questo modello, il protocollo Venice ha rimosso dalla supply circa 33,88 milioni di $VVV, pari al 29,5% della fornitura circolante complessiva. Nonostante ciò, l’emissione netta totale del progetto rimane comunque inflattiva, in quanto le ricompense dallo staking superano i burn, ma questo dettaglio ai degen non sembra interessare un granché.
Quel che conta maggiormente sono le aspettative degli investitori sui ricavi futuri di Venice, motivo per cui a inizio settembre in molti consideravano il token fortemente sottovalutato, seppur con i prezzi già parecchio vicini ai massimi di giugno.
Aumenta la spinta rialzista di $VVV sui mercati derivati
I buyback stanno sostenendo la domanda speculativa per $VVV, con un movimento che parte dai mercati spot ma che si estende anche di riflesso sulle piazze dei derivati. Nelle ultime 24 ore sia volumi futures (+103%) che open interest (+12%) sono in fase di espansione, aiutati anche in parte dalle ottime performance del più ampio settore crypto, con Bitcoin che poco fa ha superato gli 85.000$
Da notare anche come il Cumulative Volume Delta stia favorendo gli ordini aggressivi taker buy rispetto a quelli taker sell, a dimostrazione di come siano i compratori ad avere il controllo della situazione. Anche il funding rate si mantiene in territorio positivo, mentre i trader posizionati long pagano la tassa di finanziamento alla minoranza esposta short.

Ad ogni modo, sottolineiamo anche la presenza di una curiosa divergenza tra prezzo e OI: rispetto ai massimi locali toccati il 9 settembre, ora le quotazioni sono decisamente più elevate, a fronte però di un open interest più basso. Questo è dovuto in larga parte alla liquidazione degli short che contribuisce a mantenere basso il numero di posizioni aperte.
Solo nella sessione di oggi $VVV ha spazzato via circa 1,3 milioni di dollari di posizioni in vendita allo scoperto, con un trend che prosegue ormai dall’inizio di agosto. In tal senso, la divergenza è da leggersi in chiave bullish, poiché il rialzo non è accompagnato da un eccesso speculativo.
La narrativa della privacy non si ferma
Il boom di $VVV deriva anche – almeno in parte – dalla spinta che arriva dalla narrativa della privacy, che non ha nulla a che vedere con i buyback o con altri dati concreti. I mercati infatti stanno favorendo i rialzi anche di altri token legati a questo trend, come ad esempio $ZEC, $XMR e $NEAR:
A Venice AI va il merito di aver portato la narrativa all’interno del mondo AI, offrendo agli utenti un modo alternativo per consumare i vari modelli LLM presenti sul mercato, senza dover rinunciare alla riservatezza delle informazioni. La tesi bullish alla base del progetto difatti, prima ancora di tutte le altre dinamiche, passa dalla concreta utilità della piattaforma e dal fatto che risolve un problema reale nel settore dell’intelligenza artificiale.
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