Bond decennali USA oltre il 5,1%, ma il dollaro forte riduce le perdite degli investitori europei. I conti dei mercati
Treasury americani ai massimi dal 2007, ma il dollaro forte limita le perdite degli investitori europei senza copertura valutaria a settembre.
21:07 • Pubblicato 24/09/2026
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I rendimenti dei Treasury americani sono tornati ai livelli del 2007, con il decennale sopra il 5,1% e un debito federale oltre i 40.100 miliardi di dollari. Eppure chi ha comprato titoli di Stato USA dall’Europa a inizio settembre ha perso molto meno di quanto si potesse pensare. A fare da cuscinetto è stato il dollaro, che nello stesso periodo si è rafforzato nettamente sull’euro.
Treasury ai massimi dal 2007, ma il dollaro forte salva chi ha comprato
I Treasury sono i titoli di Stato emessi dal governo degli Stati Uniti, e il loro rendimento sale quando il prezzo scende. Il rendimento del T-Note decennale scambia oggi al 5,141%, in rialzo di 0,031 punti percentuali nella sessione in corso e ben sopra il 4,79% del 1° settembre.

Il rendimento a 30 anni (US30Y) sale al 5,435%, mentre quello a 2 anni (US2Y) arriva al 4,891%, in lieve calo nelle ultime ore. La spinta decisiva è arrivata il 23 settembre, con dati sull’attività economica molto forti e il petrolio tornato a sfiorare i 100$ sulle tensioni verbali Iran e USA negli incontri a New York all’ONU.
Un debito USA oltre i 40.100 miliardi di dollari
Il debito pubblico totale americano ha raggiunto 40.100 miliardi di dollari al 22 settembre, secondo il Tesoro. Con rendimenti così alti ogni nuova emissione costa di più, e la spesa per interessi diventa un peso crescente sul bilancio federale. Il mercato, con i cosiddetti “bond vigilantes“, chiede un premio più alto per finanziare un debitore così esposto, segno di una fiducia meno scontata che in passato. A questo si sommano le attese di un nuovo rialzo dei tassi della Federal Reserve, la banca centrale americana, già a ottobre.
Il dollaro si rafforza sull’euro
Mentre i Treasury perdono valore, il dollaro guadagna terreno sull’euro come si può vedere nel grafico allegato. Il contratto future Euro FX quotato al CME è sceso da 1,15965 dollari del 1° settembre a 1,14080 dollari, che corrisponde ad un calo dell’1,63% a sfavore dell’euro.
Il motore principale è la distanza tra i tassi attesi negli Stati Uniti e in Europa, che attira capitali verso il dollaro perché il mercato si aspetta tassi maggiori oltreoceano.

Il conto per chi ha comprato a settembre
Il contratto future sul T-Note a 10 anni è passato da 107’12 a 104’29’5 punti. In dollari la perdita di prezzo dal 1° settembre è pari al 2,28%.

Per un investitore europeo senza copertura dal cambio, però, il rafforzamento del dollaro dell’1,65% ha compensato gran parte del calo. Il risultato in euro si ferma a una perdita dello 0,67%, meno di un terzo di quella subita in dollari. Chi possiede il titolo fisico incassa anche la cedola maturata, cioè l’interesse periodico, stimabile intorno allo 0,3%, che riduce ancora la perdita.
| Voce | 1° settembre | 24 settembre | Variazione |
|---|---|---|---|
| Future T-Note 10 anni (punti) | 107’12 | 104’29’5 | −2,28% |
| Euro FX (dollari per euro) | 1,15965 | 1,14080 | −1,63% |
| Dollaro contro euro | +1,65% | ||
| Investitore europeo senza copertura | −0,67% | ||
| Investitore europeo con copertura | −2,28% |
Mettendo in fila i numeri si vede come il cambio abbia premiato chi ha comprato senza protezione, contenendo molto la perdita. Chi si è coperto ha invece subito tutto il ribasso del Treasury.
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