Il fallimento crypto al Senato USA apre la bull run. Guadagni stellari per il comparto dopo il no al CLARITY
Performance stellari per il grosso del settore dopo una sconfitta storica. Ecco i motivi della "bull run anarchica"
10:51 • Pubblicato 25/09/2026
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Il fallimento del CLARITY Act è stato una manna dal cielo per il settore crypto. La legge che avrebbe dovuto regolamentare l’intero mercato non è passata, probabilmente non passerà e ne vedremo forse una versione ridotta e depotenziata con la prossima legislatura negli USA. Al posto delle leggi, ora sono i regolamenti interni di SEC e CFTC ad offrire un minimo di chiarezza al comparto. Cosa che – almeno a guardare le performance degli ultimi giorni – piace agli investitori.
Da quando il CLARITY Act è stato bocciato dal Senato degli Stati Uniti – mancando un accordo con le banche e, in aggiunta, per limitare le attività del presidente degli USA Donald Trump – il settore ha guadagnato con i suoi principali protocolli ovunque in doppia cifra. E – cosa più interessante – hanno guadagnato anche le azioni di comparto che avrebbero dovuto ottenere benefici dall’approvazione della legge.
I numeri diffusi da Bitwise
A fare il punto della situazione è Ryan Rasmussen di Bitwise, società che gestisce ETF a tema crypto. Rasmussen ha raccolto i dati sulle performance dei principali asset crypto e delle azioni più rappresentative del settore, da quando il CLARITY è stato bocciato a oggi.
I numeri sono impietosi, almeno per gli avversari del mondo crypto. Al netto delle performance fuori scala di ZEC1.585 $▲ +4,88%, c’è tanto che è successo, soprattutto in quei comparti dove, in realtà, una regolamentazione chiara ed equa avrebbe fatto la differenza.
Uniswap guadagna il 60%, grazie a regolamenti SEC che permetteranno lo scambio di azioni tokenizzate, anche se con condizioni limitate. Ethena guadagna il 55%, sfruttando forse la sua capacità di essere ponte tra il mondo della finanza tradizionale e il mondo DeFi, anche in termini di accesso. Ottime poi le prestazioni anche di Hyperliquid, così come quelle di Ripple XRP, token che in genere è molto sensibile alle evoluzioni normative, in particolare negli Stati Uniti.
L’azionario corre
Che il mondo crypto – da sempre un po’ anarchico – guadagni dallo stop a una legge così importante, può essere anche comprensibile. È meno comprensibile però, almeno per chi non ha seguito le vicende regolamentari da vicino, la corsa di asset come le azioni di Securitize, di Coinbase, di Galaxy e di Circle.
Queste aziende – almeno a rigor di logica – avrebbero dovuto approfittare di regole più chiare. E invece corrono proprio quando queste regole mancano. Il motivo? Bisogna fare qualche passo indietro per comprenderlo appieno.
Le agenzie? Migliori del Congresso
Le due agenzie principali di regolamentazione dei mercati negli Stati Uniti sono entrambe guidate da persone molto vicine al mondo crypto, e che sposano entrambe la causa del comparto. Paul Aktins da un lato e Mike Selig dall’altro hanno ora pieni poteri (o quasi), dato che il Congresso ha deciso di non intervenire. O meglio, dato che il Congresso non è riuscito a mettersi d’accordo.
Oltre ai regolamenti già emessi in questi ultimi giorni, il comparto se ne aspetta di altri. A fare la differenza per il settore crypto è l’apertura – importante – di queste agenzie alle esigenze dei business su blockchain. E no, in agenzia non c’è neanche bisogno di fare concessioni all’opposizione.
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