Prezzi benzina: anche Ip decide per gli sconti. Il "diesel crack" però è alle stelle e non si fermerà a breve
Anche Italiana Petroli, ora di proprietà azera, punta sugli sconti. Saranno graduali e forse estesi ai partner.
21:47 • Pubblicato 27/09/2026
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C’è quasi una gara alla solidarietà da parte dei grandi gruppi petroliferi a sostenere il Paese in un momento assai duro, almeno in termini di prezzi alla pompa. Anche Ip (Italiana Petroli, ma ora di proprietà azera) si è detta disponibile a un taglio dei prezzi, mentre l’incertezza per il prezzo del barile aumenta.
La diminuzione dei prezzi sarà graduale e terrà conto delle esigenze di una filiera che – scrive in una nota il gruppo – deve chiaramente sopravvivere. Ip ha sul territorio italiano 4.575 stazioni di servizio.
Socar – la nuova proprietà azera di Italiana Petroli – afferma di voler così esprimere vicinanza all’Italia, insieme a un impegno nei confronti delle famiglie e delle imprese del Paese.
Quando partiranno gli sconti?
Partiranno già da lunedì 28 settembre, anche se progressivamente. Ip starebbe valutando modalità di estensione degli sconti anche a chi si approvvigiona dal gruppo e non è necessariamente affiliato. Anche per questa evenienza però di dettagli ce ne sono ancora pochi, fatte salve le dichiarazioni di impegno.
Al netto degli impegni di due gruppi, ENI e Ip, che controllano insieme oltre 8.500 stazioni di servizio, rimane comunque critica la situazione sul mercato dei prodotti raffinati, che almeno in parte prescinde da quanto sta avvenendo sul mercato del greggio.
Tensioni in attesa di risoluzione
Rimane complicata la situazione che riguarda lo Stretto di Hormuz. Oggi l’Iran ha affermato di essere in attesa di una risposta ufficiale dagli USA, dopo che Donald Trump ha affermato pubblicamente di volerlo rifiutare. Mancherebbero comunque ancora le comunicazioni ufficiali tramite gli ufficiali del Qatar, che stanno facendo da intermediari.
Sugli unici mercati che scambiano contratti sul petrolio durante il weekend, Brent e WTI sono in leggera discesa, pur rimanendo su livelli storicamente alti.

Il prezzo del greggio è comunque soltanto in parte responsabile degli altri costi del carburante alla pompa, in Italia come altrove. Il diesel crack, ovvero la differenza di prezzo tra barile di greggio e barile di diesel è arrivato a quasi 100$ a settembre, mentre a giugno era soltanto di 45$, secondo i dati riportati da S&P Global.
Una situazione alla quale sconti da parte dei distributori e/o un ritorno di sostegno alle famiglie potranno dare una risposta limitata nel tempo e negli effetti.
Servirà un ripristino di condizioni di normalità in termini di premium che si paga in raffineria. Per questo servirà una normalizzazione in Medio Oriente, ma anche avere più raffinerie operative e un ripristino di riserve fortemente sotto pressione proprio a causa della crisi.
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