Bitcoin ed Ethereum chiudono un trimestre super: i mercati ripartono tra inflazione e petrolio
Bitcoin ed Ethereum chiudono un trimestre brillante, mentre inflazione USA, Nasdaq, petrolio e tensioni geopolitiche guidano la nuova fase dei mercati.
08:07 • Pubblicato 01/10/2026
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Le crypto hanno chiuso mese e trimestre con guadagni ampi, vere protagoniste di settembre. Sui mercati azionari la seduta di ieri è stata contenuta, ma spinta dall’inflazione americana più bassa delle attese. Sullo sfondo restano le tensioni tra Stati Uniti e Iran e un petrolio in arretramento. Oggi il Nasdaq apre bene, mentre Bitcoin ed Ethereum si muovono poco sopra la parità.
Bitcoin ed Ethereum chiudono un trimestre record
Il terzo trimestre (Q3) si è chiuso con il vento in poppa per gran parte delle crypto. Ethereum ha messo a segno un progresso trimestrale del +70,86%, mentre Bitcoin ha guadagnato il +42,16% nello stesso periodo.

Negli ultimi giorni però il movimento si è fermato, con entrambi scivolati in una fase laterale come si può osservare dal grafico daily allegato. Questa mattina Bitcoin quota 83.769 USDT e registra un rialzo del +0,18%, restando sopra il primo supporto di breve a 82.570 USDT. Anche ETH2.717 $▲ +1,59% registra un progresso mattutino del +0,44% e rimane sopra il supporto di breve dei 2.635 USDT.
Il Nasdaq domina il trimestre
Il trimestre appena concluso ha confermato il dominio della tecnologia americana sugli altri comparti. Tuttavia le cifre sono molto più basse rispetto alle crypto. Il future del Nasdaq ha chiuso il periodo con un progresso del +4%, sostenuto dai colossi tecnologici. L’indice S&P 500 si è fermato a un modesto +0,21%, frenato dai settori più sensibili ai tassi di interesse. Il Dow Jones ha invece perso terreno, archiviando il trimestre in rosso del -3,69%, segnalando un rallentamento della vecchia economia.
Oggi i future ripartono però in territorio positivo, con il contratto sul Nasdaq in rialzo dello 0,79%. Anche i future su S&P 500 e Dow Jones avanzano, pur restando sotto i massimi storici. Borse europee invece più deboli, mentre in Asia il Nikkei sta registrando un +2,80% prima della chiusura.

La vera notizia è arrivata quando Wall Street aveva già chiuso, con il titolo Micron fermo sulla parità. Il produttore di chip di memoria chiude l’anno contabile a inizio settembre, quindi parliamo del trimestre terminato il 3 settembre. In quei tre mesi i ricavi hanno raggiunto 54,229 miliardi di dollari, contro gli 11,315 miliardi di un anno prima. La crescita supera quindi il 379%, un balzo che spiega l’entusiasmo sui titoli dei semiconduttori. La società prevede inoltre ricavi per 61,5 miliardi di dollari nel trimestre in corso, segnale di domanda ancora fortissima.
L’inflazione frena e dà ossigeno, oggi riflettori sul manifatturiero
Il clima più disteso nasce dall’indice PCE di agosto, la misura di inflazione preferita dalla banca centrale americana. Il dato generale è salito del 3,4% annuo, sotto il 3,7% atteso dagli operatori. La componente di fondo, che esclude cibo ed energia, si è fermata al 3% annuo. Come spiegato nell’analisi di ieri sul calcolo dell’inflazione, gran parte della frenata nasce da una revisione metodologica. L’ufficio statistico ha modificato il calcolo su servizi finanziari, legali e software, con un effetto di circa 0,30 punti. Oggi l’attenzione si sposta sui sussidi settimanali di disoccupazione e sull’indice manifatturiero ISM.
Il greggio scende ma stallo tra Washington e Teheran

Chiude il quadro il petrolio, dove la discesa weekly colpisce molto più il greggio americano che quello europeo. Il WTI quota 89,16$ al barile, in calo del 3,51% su base weekly. Il Brent europeo quota invece 97,05$ al barile, con una flessione weekly contenuta allo 0,39%. A pesare è il graduale ritorno dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, lo snodo chiave del greggio. Sul piano diplomatico Stati Uniti e Iran hanno avviato colloqui indiretti alle Nazioni Unite, senza però un accordo. La proposta iraniana di riapertura in sette giorni è stata respinta dal presidente americano, che chiede garanzie diverse.
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