MiCA: novità stablecoin mettono europei e americani contro. AllUnity contro il regime di multi-emissione, Circle a favore
Il MICA entra nel vivo: la revisione delle regole sulle stablecoin però mette già tutti contro tutti.
18:17 • Pubblicato 02/10/2026
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ESCLUSIVA CRIPTOVALUTA.IT®: il tema più caldo, in Europa, sono ancora una volta le stablecoin. Si è aperto il periodo di consultazione per eventuali modifiche al MiCA e dopo l’intervento delle banche centrali dei Paesi dell’eurozona è lecito aspettarsi dei cambiamenti importanti. Oltre però alle autorità monetarie massime del continente, sono intervenuti anche i diretti interessati. Tra questi Circle, che ha inviato la propria opinione sugli eventuali cambiamenti al comparto e AllUnity, che abbiamo invece contattato in esclusiva per i nostri lettori. Le opinioni delle due società emittenti di stablecoin su euro e dollaro sono lontane, se non opposte.
Da un lato gli americani, dall’altro gli europei: entrambi vogliono lo stesso mercato, entrambi vorrebbero giocare secondo le proprie regole.
La richiesta delle banche centrali
Il contesto è quello delle possibili modifiche al MiCA, il complesso di leggi che regola il settore crypto e stablecoin in Europa. Sono aperti i commenti e ciascuna delle parti in causa vorrebbe portare più acqua al suo mulino.
SEBC, che raccoglie BCE e le banche centrali dell’area euro, ha inviato già i suoi consigli: no alle riserve in banca per le stablecoin regolamentate, dato che il rischio contagio sarebbe troppo elevato. Al suo posto, un obbligo di detenere le riserve in titoli a breve scadenza (si parla di massimo cinque giorni). In più, limitazioni a staking e altri prodotti che possano offrire dei rendimenti agli utenti.
Sulla prima parte sembrano essere tutti d’accordo. Le riserve genererebbero anche dei ritorni e renderebbero più redditizio il settore, oltre che probabilmente più sicuro. Su altre questioni però gli operatori di mercato non si trovano d’accordo.
Apprezziamo la proposta di spostare le attività di riserva dai depositi verso strumenti di debito a breve termine. Ciò può contribuire ad aumentare ulteriormente la sicurezza per i detentori di stablecoin.
Pur apprezzando regole più flessibili in materia di liquidità a breve termine, riteniamo che le riserve continueranno ad avere un impatto limitato sul mercato europeo fintanto che il mercato sarà, come oggi, dominato da stablecoin denominate in dollari statunitensi e parzialmente non regolamentate.
Non viene garantita una parità di condizioni concorrenziali, mentre alle stablecoin che sono effettivamente tenute a rispettare i requisiti sull’intero ammontare delle proprie riserve – e non soltanto su una parte di esse, come avviene nel caso della multi-emissione – rimane accessibile soltanto una nicchia di mercato.
La prima parte del commento di Simon Seiter, AllUnity, dovrebbe essere chiara a tutti. AllUnity emette stablecoin legate a euro e dollaro, ha sede solo in Europa e chiaramente avrebbe da guadagnare da un cambiamento di questo tipo. Le riserve, ora inerti nei conti in banca, diventerebbero fruttifere. C’è però un altro aspetto che non garba a AllUnity.
È il sistema multi-emissione, tramite il quale società come Circle (sede principale negli Stati Uniti) può emettere un solo token che ha riserve sia negli USA sia in Europa, a condizioni – nel primo caso – molto più convenienti. È un sistema che non piace neanche alle banche centrali dei Paesi membri – qui le rimostranze di ESRB – e che garantisce di fatto un vantaggio alle società che hanno sede negli States.
Possono tenere infatti larga parte delle proprie riserve negli Stati Uniti, investendole in titoli di Stato a breve termine ma comunque redditizi, senza separare i due mercati. Ed è questo il bersaglio della critica di Seiter, che occupa la seconda parte della sua dichiarazione.
Intanto Circle dice la sua
È arrivato nel frattempo anche il commento di Circle al tentativo di modifica del regime delle stablecoin. E in particolare, sul tema multi-emittente, il gruppo che emette USDC scrive:
La maggior parte delle stablecoin attualmente in circolazione a livello globale è emessa da entità regolamentate al di fuori dell’Unione europea. La multi-issuance, ossia una struttura in cui una stablecoin con circolazione globale è co-emessa da un’entità dell’UE autorizzata ai sensi del MiCA insieme alla propria controparte regolamentata in una giurisdizione extra-UE, rappresenta attualmente l’unico meccanismo attraverso il quale tale liquidità globale può operare all’interno del perimetro normativo del MiCA.
E poi aggiunge:
Limitare la multi-issuance avrebbe semplicemente l’effetto di spostare tale utilizzo al di fuori del perimetro normativo dell’UE. La nostra proposta raccomanda pertanto di mantenere la multi-issuance come struttura disponibile e di formalizzare le salvaguardie già esistenti per gestirne i rischi, compresi meccanismi di riequilibrio dinamico tra le riserve globali e quelle specificamente destinate all’UE.
Per Circle, che in questo caso è l’oste, il vino va benissimo così. Anzi, a limitare la multi-issuance a rimetterci sarebbero soltanto i consumatori europei. Sul tema però il gruppo sembrerebbe essere, per ora, in netta minoranza.
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