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MiCA: novità stablecoin mettono europei e americani contro. AllUnity contro il regime di multi-emissione, Circle a favore

Il MICA entra nel vivo: la revisione delle regole sulle stablecoin però mette già tutti contro tutti.

18:17 • Pubblicato 02/10/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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ESCLUSIVA CRIPTOVALUTA.IT®: il tema più caldo, in Europa, sono ancora una volta le stablecoin. Si è aperto il periodo di consultazione per eventuali modifiche al MiCA e dopo l’intervento delle banche centrali dei Paesi dell’eurozona è lecito aspettarsi dei cambiamenti importanti. Oltre però alle autorità monetarie massime del continente, sono intervenuti anche i diretti interessati. Tra questi Circle, che ha inviato la propria opinione sugli eventuali cambiamenti al comparto e AllUnity, che abbiamo invece contattato in esclusiva per i nostri lettori. Le opinioni delle due società emittenti di stablecoin su euro e dollaro sono lontane, se non opposte.

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Da un lato gli americani, dall’altro gli europei: entrambi vogliono lo stesso mercato, entrambi vorrebbero giocare secondo le proprie regole.

La richiesta delle banche centrali

Il contesto è quello delle possibili modifiche al MiCA, il complesso di leggi che regola il settore crypto e stablecoin in Europa. Sono aperti i commenti e ciascuna delle parti in causa vorrebbe portare più acqua al suo mulino.

SEBC, che raccoglie BCE e le banche centrali dell’area euro, ha inviato già i suoi consigli: no alle riserve in banca per le stablecoin regolamentate, dato che il rischio contagio sarebbe troppo elevato. Al suo posto, un obbligo di detenere le riserve in titoli a breve scadenza (si parla di massimo cinque giorni). In più, limitazioni a staking e altri prodotti che possano offrire dei rendimenti agli utenti.

Sulla prima parte sembrano essere tutti d’accordo. Le riserve genererebbero anche dei ritorni e renderebbero più redditizio il settore, oltre che probabilmente più sicuro. Su altre questioni però gli operatori di mercato non si trovano d’accordo.

Criptovaluta.it - Simon Seiter
Simon Seiter
CFO/CPO AllUnity

Apprezziamo la proposta di spostare le attività di riserva dai depositi verso strumenti di debito a breve termine. Ciò può contribuire ad aumentare ulteriormente la sicurezza per i detentori di stablecoin.

Pur apprezzando regole più flessibili in materia di liquidità a breve termine, riteniamo che le riserve continueranno ad avere un impatto limitato sul mercato europeo fintanto che il mercato sarà, come oggi, dominato da stablecoin denominate in dollari statunitensi e parzialmente non regolamentate.

Non viene garantita una parità di condizioni concorrenziali, mentre alle stablecoin che sono effettivamente tenute a rispettare i requisiti sull’intero ammontare delle proprie riserve – e non soltanto su una parte di esse, come avviene nel caso della multi-emissione – rimane accessibile soltanto una nicchia di mercato.

La prima parte del commento di Simon Seiter, AllUnity, dovrebbe essere chiara a tutti. AllUnity emette stablecoin legate a euro e dollaro, ha sede solo in Europa e chiaramente avrebbe da guadagnare da un cambiamento di questo tipo. Le riserve, ora inerti nei conti in banca, diventerebbero fruttifere. C’è però un altro aspetto che non garba a AllUnity.

È il sistema multi-emissione, tramite il quale società come Circle (sede principale negli Stati Uniti) può emettere un solo token che ha riserve sia negli USA sia in Europa, a condizioni – nel primo caso – molto più convenienti. È un sistema che non piace neanche alle banche centrali dei Paesi membri – qui le rimostranze di ESRB – e che garantisce di fatto un vantaggio alle società che hanno sede negli States.

Possono tenere infatti larga parte delle proprie riserve negli Stati Uniti, investendole in titoli di Stato a breve termine ma comunque redditizi, senza separare i due mercati. Ed è questo il bersaglio della critica di Seiter, che occupa la seconda parte della sua dichiarazione.

Intanto Circle dice la sua

È arrivato nel frattempo anche il commento di Circle al tentativo di modifica del regime delle stablecoin. E in particolare, sul tema multi-emittente, il gruppo che emette USDC scrive:

La maggior parte delle stablecoin attualmente in circolazione a livello globale è emessa da entità regolamentate al di fuori dell’Unione europea. La multi-issuance, ossia una struttura in cui una stablecoin con circolazione globale è co-emessa da un’entità dell’UE autorizzata ai sensi del MiCA insieme alla propria controparte regolamentata in una giurisdizione extra-UE, rappresenta attualmente l’unico meccanismo attraverso il quale tale liquidità globale può operare all’interno del perimetro normativo del MiCA.

E poi aggiunge:

Limitare la multi-issuance avrebbe semplicemente l’effetto di spostare tale utilizzo al di fuori del perimetro normativo dell’UE. La nostra proposta raccomanda pertanto di mantenere la multi-issuance come struttura disponibile e di formalizzare le salvaguardie già esistenti per gestirne i rischi, compresi meccanismi di riequilibrio dinamico tra le riserve globali e quelle specificamente destinate all’UE.

Per Circle, che in questo caso è l’oste, il vino va benissimo così. Anzi, a limitare la multi-issuance a rimetterci sarebbero soltanto i consumatori europei. Sul tema però il gruppo sembrerebbe essere, per ora, in netta minoranza.

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Caporedattore e Content Strategy

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Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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