Oro: settembre di crisi per bond e dollaro forte, ma gli ETF continuano a comprare, soprattutto in Europa. C'è chi ha paura
L'oro soffre in termini di prezzo, ma il Regno Unito ne compra il triplo rispetto alle aspettative.
15:25 • Pubblicato 07/10/2026
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Arriva il report mensile del World Gold Council a commentare un mese relativamente complicato per l’asset riserva per eccellenza. L’aumento dei rendimenti dei bond sovrani e un dollaro forte hanno contribuito a un calo del valore dell’oro sulle piazze internazionali, che pur ha mantenuto un prezzo superiore ai 4.000$ per oncia. Più interessante però leggere come si è mosso il mercato e come, secondo l’istituto, si muoverà.
Ci sono diversi dati anomali nei movimenti sull’oro piazza per piazza. La domanda è più forte in Europa che negli Stati Uniti. Acquisti tramite ETF forti – nonostante il problemino sui bond e più in generale un dominio degli ETF quotati a Londra.
36 tonnellate extra a Londra
Il tema del mese è la grande quantità di oro acquistata tramite ETF quotati a Londra. I modelli – tenendo conto di quanto si è acquistato negli USA – indicavano 18 tonnellate come inflow stimati per gli ETF quotati nel Regno Unito. Ne sono arrivate invece 54, il triplo, con motivazioni che World Gold Council fa fatica a razionalizzare.
Una delle possibili spiegazioni è nel rischio maggiore percepito dagli investitori su quella piazza, tra crisi dei Gilt testimoniata dal boom di rendimenti e una borsa che non tira più.
A guardare la traiettoria degli ETF nel Regno Unito partita a luglio, sembrerebbe evidente una maggiore volontà degli investitori su quella piazza di operare a difesa di una situazione più rischiosa che altrove. Rischi fiscali, inflazione incerta con Bank of England che è stata l’unica grande banca centrale titubante sui rialzi dei tassi e più in generale una crisi di credibilità delle istituzioni finanziarie pubbliche.
Francia e Germania dallo stesso lato della barricata
A Londra si piange – e ci si rifugia nell’oro – e a Parigi e Francoforte certamente non si ride. Anche in Europa gli afflussi negli ETF sono stati superiori alle aspettative, probabilmente per motivazioni simili a quelle di Londra, nonostante BCE sia intervenuta già sui tassi e nonostante la presenza di tanti falchi tra i banchi del board della Banca Centrale Europea.

Al netto di tutto, nonostante un mese complicato, l’oro finanziario continua a essere molto apprezzato e a seguire un cammino simile a quello degli inflow degli ETF Bitcoin, che puoi consultare sulla nostra pagina dedicata.
Se è vero che un dollaro forte e rendimenti più alti dei bond rendono attrattivo il debito sovrano, è altrettanto vero che gli investitori continuano ad accumulare asset da debasement trade, ovvero in preparazione a una potenziale fase di grande crisi per il mondo fiat.
Il tempo – a breve – ci dirà chi avrà avuto ragione.
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