La concorrenza cinese affossa tre titoli top del comparto AI: guai in vista per Samsung, Micron e SK Hynix?
La competizione sulle memorie si fa più concreta. E la borsa affossa certi titoli che un tempo erano intoccabili.
Aggiornato 12/10/2026
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Sono state il simbolo della corsa del segmento AI, ora però fanno i conti con un competitor cinese che sta mostrando i muscoli. Parliamo di Micron, SK Hynix e Samsung, che perdono in modo importante in borsa dopo che ChangXin Memory Technologies ha annunciato degli importanti progressi sulla prossima generazione di DRAM. Il gruppo cinese sarà in grado, almeno secondo quanto ha affermato, di aumentare la densità dello storage, diventando così più competitivo con i leader del settore.
CXMT ha annunciato progressi sostanziali sulla struttura delle celle di memoria 4F², un campo da gioco che vede competere anche altri giganti del settore. L’obiettivo è quello di offrire più celle di memoria sullo stesso chip – andando così a offrire al mercato maggiori capacità di storage e maggiore efficienza.
Premium a rischio?
I produttori di memorie e in particolare di DRAM si stanno godendo una stagione di margini molto elevati, che sono giustificati dalla grande domanda (e dalla scarsa offerta) dei loro prodotti, in particolare a causa del boom AI.
L’annuncio è arrivato durante il weekend da parte del presidente Cao Kanyu a Shanghai e ha contribuito alla maretta alla quale tutti abbiamo assistito alla riapertura delle borse asiatiche e che si sta protraendo anche durante la sessione USA.
Il gruppo ha inoltre annunciato piani per la commercializzazione, entro fine 2026, di nuove memorie DDR5 che utilizzeranno la tecnologia in questione.
Il gap con i giganti del settore si riduce e per gli investitori è più che ovvio il motivo per cui questo potrebbe avere un impatto su chi per ora sta dominando il mercato, con un pricing power al quale raramente avevamo assistito, anche durante importanti fasi di boom.

Reazione esagerata?
La prima reazione dei mercati è quasi sempre esagerata. Ogni notizia viene vissuta come una questione di vita o di morte. Con ogni probabilità, se l’annuncio di CXMT dovesse rivelarsi corretto, ci saranno questioni da affrontare soprattutto sul medio periodo.
Lanciare un prodotto però – come insegna la storia dell’hardware – è diverso dal produrlo in milioni di unità a prezzi competitivi.
Probabilmente ne sapremo di più tra qualche settimana o ancora meglio tra qualche mese.
Il rischio rimane contenuto per questi gruppi prima del prossimo anno, quando riusciremo a vedere se CXMT sarà in grado di scalare o meno nella produzione delle memorie più competitive.
Aggiornamento di metà sessione
Micron ha soltanto parzialmente recuperato le perdite e viaggia a -3,5% a circa metà di una sessione condizionata anche dal mercato dei bond chiuso per il Columbus Day.
Intel, Marvell, Broadcom e più in generale le società coinvolte nel settore hardware per l’AI, continuano a predere in modo considerevole, condizionando anche le performance di Nasdaq-100.
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