Arriva l'ok per la stablecoin di 37 banche europee. Dentro anche BPER, Sella, UniCredit e Intesa. Presto il lancio
Arriva l'ok della banca centrale olandese. Qivalis è pronta a partire con la sua stablecoin legata all'euro.
13:40 • Pubblicato 14/10/2026
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Qivalis, il consorzio di più di trenta banche europee con sede nei Paesi Bassi, ha ottenuto la licenza come emittente di token di moneta elettronica. Il gruppo ha completato così quanto previsto dal MiCA per l’emissione e la commercializzazione della propria stablecoin legata all’euro. Nel consorzio sono presenti anche banche italiane Sella, Intesa Sanpaolo, UniCredit e BPER.
La licenza è stata emessa da DNB, la banca centrale dei Paesi Bassi, dove il consorzio (che è sotto la guida di ING) ha sede. Dovrebbe trattarsi dell’ultimo ostacolo di natura legale prima della commercializzazione della stablecoin. Ogni banca che partecipa al consorzio avrà piena libertà in termini di integrazione della stablecoin nei propri servizi.
Una sfida all’euro digitale?
Almeno a certe latitudini pubbliche il consorzio potrà apparire come una sorta di sfida all’euro digitale, moneta elettronica che sarà emessa direttamente dalla Banca Centrale Europea, con l’obiettivo di contenere l’avanzata delle stablecoin legate al dollaro USA, almeno stando alle parole di Piero Cipollone, del board di BCE.
Al consorzio partecipano diversi dei grandi gruppi bancari europei, come ABN AMRO, BNP Paribas, Intesa Sanpaolo, UniCredit, Rabobank, SEB e Raiffeisen Bank International. Il consorzio a oggi vede la partecipazione di 37 gruppi bancari e potrebbe allargarsi ulteriormente in futuro.
Al netto delle sfide, ci sarà comunque spazio per una coesistenza tra euro digitale – concepito principalmente per i piccoli pagamenti dei consumatori – e soluzioni in stablecoin, anche se sostenuti dalle banche.
A quando il lancio?
Il gruppo aveva parlato in passato di un lancio entro la fine del 2026. Con la licenza che è stata concessa oggi da DNB, non dovrebbero esserci più ostacoli per il raggiungimento di questo obiettivo.
In Europa sono già attive stablecoin emesse da banche, come EURCV di Société Générale, che però ha ancora una diffusione piuttosto limitata.
La stablecoin di Qivalis è molto attesa perché sarà appunto distribuita da 37 tra le più importanti banche d’Europa, sia per servizi B2B o strettamente finanziari, sia potenzialmente per servizi B2C. Si tratta, senza dubbio alcuno, di uno degli esperimenti più interessanti da seguire nei prossimi mesi.
Il sistema dovrebbe riconoscere le rendite generate dalle riserve a ciascuna banca, in funzione della sua partecipazione all’emissione di token.
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