MSCI escluderà Strategy e altre aziende crypto e Bitcoin. La decisione nella notte. Esclusione da questa data
MSCI decide per l'esclusione di società che accumulano Bitcoin e crypto dai suoi indici. Ora per Strategy saranno guai?
Aggiornato 16/10/2026
Gli articoli di Criptovaluta.it® sono scritti e verificati da giornalisti e analisti specializzati, sotto la direzione di Alessio Ippolito — giornalista iscritto all’ODG* del Lazio, imprenditore digitale dal 2008 e Popular Investor Champion su eToro. Ogni articolo segue il nostro processo editoriale verificato.
MSCI, importante società che gestisce indici poi replicati da molti ETF e fondi di investimento classici, ha deciso di implementare le regole che tutti gli appassionati di Bitcoin temevano. Le società non operative – ovvero quelle che come attività principale accumulano asset – saranno escluse dai propri indici. Questo dovrebbe (spiegheremo il condizionale poi) escludere anche Strategy, la società di Michael Saylor che ha accumulato 848.250 Bitcoin e che continuerà, verosimilmente, ad accumularne degli altri.
La lista di titoli esclusi sarà resa pubblica l’11 novembre prossimo. Data la decisione, sembra assai difficile che Strategy rimanga all’interno degli indici gestiti dal gruppo. La questione è un problema perché la presenza in tali indici comporta degli investimenti diretti da parte dei fondi proprio al fine di replicare indici che sono piuttosto seguiti.
In quali indici è presente Strategy
Strategy è – nel momento in cui scriviamo – presente in diversi indici di MSCI. Nello specifico si possono trovare le azioni MSTR in:
- MSCI USA
- MSCI World
- MSCI ACWI
- MSCI USA Equal Weighted
Secondo le stime più recenti di JPMorgan, la presenza in tali indici vale circa 2,8 miliardi di dollari di investimenti passivi. Una somma piuttosto alta, che dovrà essere eventualmente scaricata nel caso in cui la decisione dovesse andare verso l’esclusione.
Cosa comporta l’esclusione?
I fondi e gli investitori che cercano di replicare la composizione degli indici di MSCI non dovranno più detenere in portafoglio titoli MSTR, e dovranno scaricarli il 30 novembre – eventualmente – per riequilibrare le loro posizioni.
Gli indici MSCI godono di una certa popolarità e hanno tanti ETF che ne replicano la composizione. In passato, quando si era già paventata una possibilità di questo tipo, Strategy aveva protestato in modo vibrante, ritenendo la decisione un attacco a BTC82.095 $▲ +1,11%.
In realtà però non saranno soltanto società Bitcoin o crypto a rischiare l’esclusione. C’è infatti anche Yellow Cake, che si occupa invece di accumulare uranio. Per quanto riguarda le società invece crypto, rischierebbero anche Metaplanet e SharpLink, che si occupano rispettivamente di Bitcoin e di Ethereum.
Il comunicato ufficiale di MSCI
Il comunicato ufficiale di MSCI può essere recuperato qui:
MSCI ha deciso di implementare la proposta di definire e classificare le non-operative company come non idonee per l’inserimento negli indici MSCI.
I criteri di esclusione sono gli stessi che erano stati fatti circolare in passato: cinque fattori, tra i quali il rapporto tra il patrimonio accumulato e le effettive attività della società. Qui trovi la nostra analisi di allora che spiegava i criteri adottati da MSCI.
Per Saylor, ai tempi, si trattava di un attacco a Bitcoin che non aveva alcun tipo di senso. Strategy sarebbe – sempre secondo la visione del suo presidente – una società attiva che offre esposizione verso Bitcoin con strumenti complessi (vedi STRC) e dunque da considerarsi più di una cassaforte.
Una polemica che era arrivata ai massimi livelli, con Strategy e Saylor che inviarono una lettera a MSCI chiedendo loro di rimanere neutrali e di non decidere quale attività fosse da considerarsi meritevole e quale no. Strategy ha quantità di Bitcoin importanti – qui puoi seguire i suoi acquisti – e da tempo ha come attività principale quella della raccolta di capitale e di impiego dello stesso per gli acquisti di BTC.
Le conseguenze sul titolo MSTR
La notizia è arrivata a mercati già chiusi. Il titolo di Strategy, dopo aver accusato il colpo, ha in parte recuperato, perdendo soltanto l’1,60% nella sessione after.
La decisione definitiva verrà comunque comunicata l’11 novembre e sarà – nel caso – operativa il 30 novembre prossimo.
Non è chiaro se le stime di JPMorgan siano da considerarsi come valide. La grande banca d’affari parla infatti di 2,8 miliardi di dollari in ballo, ovvero circa il 4,5% dell’intera capitalizzazione di MSTR. Sembrano, almeno per ora, delle stime eccessive.
Non mancheremo di aggiornarvi sulle evoluzioni della vicenda, che riguarda anche altre aziende crypto e Bitcoin.
Expertise
- Analisi fondamentale e TradFi
- News crypto, Bitcoin e Blockchain
- Fintech, banche centrali & law
Teoricamente strategy non sviluppa anche software? Sarà il 5% del modello di business ma magari gli basta per salvarsi
Nah Vinc, se applicano quei criteri è fuori al 100%