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JP Morgan ha paura: all’attacco di Bitcoin e El Salvador…

Dovremo aspettare circa tre mesi prima di vedere Bitcoin come valuta legale a El Salvador, ma già possiamo registrare le prime reazioni, tanto dei mercati quanto dei principali soggetti economici su scala globale. 

Ieri già IMF – il fondo monetario internazionale – aveva detto di volerci vedere chiaro sull’introduzione di Bitcoin tra le valute a corso legale a El Salvador. Oggi è il turno di JP Morgan – una delle più grande banche d’affari del mondo, con sede negli USA – che afferma di non vedere particolari vantaggi nella mossa dello stato centro-americano. 

Una reazione scomposta, che denota forse paura

Tutto questo mentre invece i mercati continuano a brindare, con Bitcoin che si mantiene lontano dal suo supporto di 30.000$ e che sembra prepararsi, dopo il weekend probabilmente, a tornare sopra quota 40.000$

Una mossa, spinta anche dalla decisione di El Salvador – che possiamo sfruttare sulla piattaforma Capital.com (qui per un conto di prova gratis illimitato), che offre Bitcoin insieme ad oltre 235+ coppie di token, con una piattaforma proprietaria dotata di intelligenza artificiale e con la possibilità di operare anche tramite MetaTrader 4 e TradingView. Intermediario che offre anche la possibilità di integrazione con il servizio di segnali Trading Central

JP Morgan è perplessa, ma la macchina a El Salvador è stata già avviata

JP Morgan, nonostante l’entusiasmo tra gli investitori in Bitcoin sia ai massimi, afferma di non comprendere la mossa del presidente di El Salvador. O meglio, di non comprenderne i benefici di tipo economico. 

Ci sono sicuramente delle implicazioni importanti per il paese, ma è difficile vedere qualunque tangibile beneficio economico associato all’adozione di Bitcoin come mezzo di pagamento legale affiancato dal dollaro. 

Questo il commento, laconico, di JP Morgan, mentre in realtà procedono a gonfie vele (e in pompa magna) le operazioni che potrebbero rendere El Salvador un autentico porto sicuro per tutti gli investitori in Bitcoin, per i miner e anche per le società che si occupano generalmente di blockchain e criptovalute. 

Soltanto ieri vi abbiamo raccontato del progetto di offrire energia geotermica pulita per il mining di Bitcoin, progetto che se dovesse andare in porto aiuterebbe a cogliere i due proverbiali piccioni con una fava. Da un lato si abbatterebbero le emissioni del mining, dall’altro invece i miner avrebbero a disposizione energia a bassissimo costo, che renderebbe le loro operazioni ancora più profittevoli. 

Secondo JP Morgan questa operazione non porterà nuovi posti di lavoro

Anche per quanto riguarda il progetto del presidente di El Salvador, Nayib Bukele, di attirare imprenditori e alti profili nel paese, sarebbe secondo JP Morgan alquanto fantasioso. 

L’idea del governo [di El Salvador, NDR] di ottenere un aumento dell’occupazione sul breve periodo sembra essere fantasioso. 

Non tenendo conto che già lo spostamento di qualche miner e di qualche società che si occupa di pagamenti digitali potrebbe essere, per un paese così piccolo, di impatto sull’occupazione in modo concreto. 

Tutto questo, lo ripetiamo, mentre Bitcoin sembra prepararsi a riprendere la sua corsa, con le vecchie resistenze che sono ormai storia del passato e con un processo di accumulo che sembrerebbe indicare, per tanti analisti, l’anticipo di una ripresa. 

Ripresa che potremo sfruttare su eToro (qui per un conto dimostrativo gratuito), piattaforma cripto che offre accesso anche a panieri di aziende che investono in BTC (con i CopyPortfolios) e che ci permette anche di copiare i migliori con un click, grazie al CopyTrading – oppure di spiare nei loro portafogli.

Il parere di JP Morgan conta davvero?

Senza voler peccare di presunzione, no. JP Morgan è stata da sempre una delle principali avversarie del cammino di Bitcoin, pur cambiando recentemente idea una volta fiutato l’affare. 

Per noi un altro tipo di segno: l’intervento di IMF e di JP Morgan nel giro di poche ore dall’annuncio segnala che in molti temono, per quanto piccolo possa essere il paese, la mossa di El Salvador. Che pur non rimuovendo il dollaro USA dalla sua economia, segnalerebbe una pericolosissima ribellione al denaro delle banche centrali. 

Lo stesso vale per il Fondo Monetario Internazionale – che sta trattando 1 miliardo di dollari di prestito proprio con El Salvador. E che potrebbe utilizzare questa leva per fare pressioni sul paese. Ma molti dei bitcoiners si sono dichiarati pronti a sostenere il paese, in particolare se IMF dovesse farsi da parte.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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