Negli USA eletti i due "pro riserve statali Bitcoin": uno governerà la Florida, l'altro andrà in Senato per il Texas
Byron Donalds e James Talarico ce la fanno: sono entrambi appassionati di Bitcoin che vorrebbero vederlo nelle riserve statali e federali.
13:37 • Pubblicato 04/11/2026
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Non è stata una sconfitta di Bitcoin né una sconfitta delle criptovalute, che sono entrate nel dibattito politico meno di altri temi (inflazione, AI, caro carburanti). Anche se durante la notte Bloomberg è tornata più volte sul tema (cosa succederà alle crypto?) le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti sono state decise da altri temi. Il mondo delle criptovalute però porta a casa qualche successo. Perde la corsa che riteneva più importante, ma vince in altre che potrebbero avere un importante impatto.
Il primo successo da raccontare è repubblicano: Byron Donalds diventa governatore della Florida, battendo il democratico David Jolly e il mondo di Bitcoin potrà contare su un potente alleato. In passato infatti Donalds si era detto a favore della creazione di una riserva strategica di Bitcoin negli Stati Uniti.
Il secondo successo è invece democratico: va al Senato in qualità di rappresentante del Texas James Talarico. È lo stesso politico che si era detto a favore della creazione di una riserva BTC per lo Stato del Texas.
Sarà un mondo crypto bipartisan
La separazione superficiale tra repubblicani e democratici è forse eccessiva. Come dimostra infatti l’elezione di James Talarico, il comparto di BTC78.232 $▲ +1,14% e del resto del mercato crypto può contare su sostenitori anche tra i democratici.
Con ogni probabilità – anche per volontà politica di limitare il conflitto di interessi di Donald Trump – si tornerà presto a parlare di CLARITY Act, con i democratici che hanno tanti interessi quanto i repubblicani a normare il settore.
Come ha spiegato qui Teddy Fusaro di Bitwise cambierà in realtà poco: ci sarà probabilmente una maggiore attenzione per la protezione dei consumatori e per il conflitto di interessi (entrambe questioni che comunque avevano trovato cittadinanza anche nel vecchio CLARITY Act) e si andrà avanti.
I mercati per ora sembrerebbero avere l’intenzione di dare ragione a quanto affermato da Fusaro. Di più: il controllo del Senato e della House da parte dei democratici potrebbe diventare forse uno spunto per la normalizzazione del settore anche in termini di ingerenze da parte della politica.
Sembrano ormai distanti i momenti in cui si volevano mettere accise sul mining (ora preoccupa più l’AI) o si volevano portare in galera sviluppatori. O meglio, sotto questo ultimo aspetto è cambiato poco con la nuova presidenza.
Con i nuovi eletti pro riserva… finalmente andremo avanti?
Probabilmente no. L’idea che il Congresso approvi – con una maggioranza democratica – il tentativo di creare una riserva in Bitcoin o in altre crypto è ormai remota. Lo era in realtà già prima delle midterm, con il governo Trump che ne ha parlato progressivamente meno, nella speranza che tutti dimenticassero.
È uno dei tanti flop che hanno portato al disamoramento un pubblico crypto che, almeno negli USA, era schierato da quella parte in modo convinto.
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