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Bitcoin: Saudi Aramco inizierà a fare mining!

Anche il gigante del petrolio saudita Saudi Aramco potrebbe lanciarsi nel mondo del mining Bitcoin. È questa la notizia che è stata diffusa da Investing.com, che ha ripreso una dichiarazione di Ray Nasser, famoso miner Bitcoin brasiliano.

Se dovesse essere confermata, la notizia diffusa da Investing.com sarebbe una delle più importanti degli ultimi mesi, con il coinvolgimento diretto di uno dei giganti del petrolio su scala mondiale che entrerebbe a far parte del sistema che rende Bitcoin una criptovaluta sicura, la più sicura oggi presente sul mercato.

Bitcoin Mining - saudi aramco - di Criptovaluta.it
Anche la compagnia petrolifera del Regno Saudita arriva su Bitcoin

Una notizia bullish per Bitcoin, dopo che nella nottata tra ieri e oggi ha corretto in modo importante, con molti che hanno cercato di portare a casa i guadagni degli ultimi giorni. Possiamo trovare Bitcoin sulla piattaforma eToro (qui per un conto dimostrativo gratuito e senza limiti), intermediario con servizi fintech unici: il CopyTrading permette a tutti di intervenire sui mercati copiando i migliori o spiando il loro modo di investire operazione per operazione. I CopyPortfolios invece permettono di operare su un paniere cripto diversificato e che include anche altri progetti di primissima fascia.

Una notizia bomba, con ripercussioni importanti anche sul piano green

La notizia che vorrebbe Saudi Aramco come coinvolta nelle operazioni di mining Bitcoin, anche se indirettamente, potrebbe avere delle ripercussioni importanti per tutto il comparto, dato che il gruppo è uno dei più rilevanti su scala mondiale per le attività di estrazione e raffinazione del greggio.

In realtà, almeno secondo le notizie che sono circolate nelle ultime ore, l’impegno di Saudi Aramco non sarà diretto, perché fornirà soltanto l’energia che verrà utilizzata dalle mining farm, ricorrendo tra le altre cose ad energia che verrebbe altrimenti dispersa. Verrebbe infatti impiegato quello che tecnicamente si chiama flared gas, ovvero il gas naturale che viene estratto insieme al petrolio e che viene bruciato senza che ci sia alcun tipo di recupero energetico. Una situazione comune nelle attività estrattive del petrolio, che Bitcoin potrebbe sfruttare facilmente.

Stiamo negoziando con Aramco. Tutto il petrolio del deserto [della penisola arabica, NDR] è di proprietà di questa compagnia. Il flared gas che altrimenti non utilizzerebbero – e si tratta di un’informazione pubblica e facilmente verificabile – sarebbe sufficiente per alimentare metà del network Bitcoin oggi.

Questo è il commento di Ray Nasser, che ha affermato pertanto l’avvio di trattative per l’utilizzo di quell’energia altrimenti dispersa, anche se per il momento mancherebbero ancora delle conferme da parte di Aramco stessa.

  • Una soluzione già utilizzata da Gazprom

La soluzione che Nasser vorrebbe proporre a Saudi Aramco non è in realtà nulla di nuovo. Il gigante russo del settore energetico Gazprom ha già avviato da fine 2020 un progetto pilota con l’utilizzo di flared gas per fare mining di criptovalute.

Una soluzione “green

Si tratterebbe di una soluzione relativamente green, perché tale gas verrebbe comunque bruciato senza che l’energia venga recuperata. Il risparmio in termini di emissioni sarebbe consistente.

Una soluzione per un mining di Bitcoin a più basso impatto – con una delle questioni più rilevanti (almeno per l’opinione pubblica) che sta trovando a ritmi in realtà sostenuti delle soluzioni piuttosto creative, che vanno dall’utilizzo di energie rinnovabili fino al recupero del flared gas.

Notizia bullish: ma cosa sta accadendo sul mercato di Bitcoin?

La notizia è bullish, perché aiuterebbe il cammino di Bitcoin verso una riduzione delle emissioni da parte delle operazioni di mining, percorso che sembrerebbe ormai essere obbligato. I mercati non hanno reagito in modo consistente alla notizia, con ogni probabilità a caccia di una conferma che arriverà nelle prossime settimane.

Nel frattempo il weekend si è chiuso con BTC che, nel pieno della notte, ha corretto per circa il 3%, tornando intorno quota 40.000$, che per la giornata di oggi sarà, con ogni probabilità, il campo di battaglia fondamentale.

Tutto questo in seguito ad un’ondata di short improvvisa, che ha visto gli orsi, sebbene per poche ore, riconquistare le redini del mercato, anche in contrasto con quanto prevedeva l’analisi tecnica. Tuttavia le condizioni di Bitcoin sul mercato sembrerebbero essere comunque positive: il coin è tornato molto al di sopra dei minimi fatti registrare il mese scorso e l’ondata di acquisti da parte di fondi e dei relativi clienti continua a spingere una domanda in crescita quasi costante.

Nonostante l’estate sia tradizionalmente una stagione molto fiacca per Bitcoin, è tornato il sereno – e anche la correzione delle ultime ore non ha gettato nel panico gli investitori di breve e lungo periodo. Le nostre previsioni Bitcoin rimangono confermate, anche alla luce di notizie come quelle di Saudi Aramco, che potrebbe entrare, anche indirettamente, nel business di BTC.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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