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Ripple è avanti a SEC | Il giudice scopre bugie della Commission

Grossi guai per SEC nel processo che vede contrapposta l’authority che si occupa di vigilanza sui mercati finanziari USA a Ripple.

Causa definitoria per tutto il mondo delle criptovalute – nonostante $XRP sia stata lasciata a combattere da sola – perché stabilità anche quali libertà SEC può prendersi in giudizio e quali no.

Ripple vs SEC: vittoria per la prima
I giudici contro SEC: “scoperte menzogne nell’accusa”

Il giudice scopre un castello di bugie messo in piedi dagli avvocati dell’authority – e per Ripple si mette decisamente bene, in una causa che comunque stava già volgendo in quel verso. Una notizia sulla quale investire con eToro (vai qui per ottenere un conto demo gratuito e con tutte le funzionalità) – intermediario di crypto-trading automatico tramite CopyTrader – per copiare i migliori investitori o spiarli.

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La catena di mail che ora interessa anche il giudice Torres

La questione è relativamente complessa. Ripple ha sempre sostenuto di non essere un titolo finanziario facendo riferimento a dei discorsi fatti in pubblico dall’allora direttore William Hinman – personaggio che tra le altre cose sembrerebbe avere legami con altre criptovalute e altri protocolli, almeno oggi.

SEC invece aveva sempre risposto picche, dicendo che in realtà quanto Hinman affermava in pubblico – vuoi in TV o tramite giornali – non doveva necessariamente trasformarsi in una policy dell’authority. Fin qui tutto chiaro, se non fosse che sono emerse mail dove SEC stessa, con una terza parte, indica alcune parti di discorsi pubblici di Hinman stesso come parte della policy. Una contraddizione importante, che è stata fatta propria anche da uno dei giudici che presiede la causa – e che ora vuole vederci chiaro in questa catena di mail.

Cosa significa per Ripple?

Un’altra vittoria – questa ormai con il sapore decisivo, perché non è la prima volta che SEC commette errori di questo tipo, in una causa che ormai non sembra avere più nulla da chiedere né alla giustizia, né alla verità.

Per chi si fosse sintonizzato soltanto ora, procederemo ad un riassunto breve: poco prima dello scorso Natale, SEC – che opera come la nostra CONSOB – ha comunicato pubblicamente l’avvio di una causa contro Ripple e i suoi gestori Ripple Labs.

Questo perché secondo l’authority, la vendita di alcuni $XRP in passato da parte dei dirigenti del gruppo avrebbe dovuto seguire formalità più stringenti, in quanto Ripple stesso sarebbe un titolo finanziario e non semplicemente un asset. Assomiglierebbe più alle azioni, per intenderci, che alle altre criptovalute.

Una tesi ai limiti della follia, della quale abbiamo parlato su queste pagine ogniqualvolta ci sono state novità dal processo. Un processo che ormai volge al termine, almeno in termini di carica d’attacco che SEC ha ancora a disposizione. Il processo si è infatti ormai capovolto, con SEC che si trova a difendersi piuttosto che ad attaccare, dopo che sono venuti fuori elementi piuttosto gravi proprio a carico dell’agenzia.

La chiusura eventuale della causa è una delle questioni più attese dagli investitori in $XRP dato che con ogni probabilità favorirebbe l’avvicinamento della criptovaluta verso i target price su Ripple che abbiamo già segnalato sul nostro sito. Una fine che, prima o poi, dovrà arrivare. Pur sempre con i tempi della giustizia, che ricordiamo ai nostri lettori essere molto più lenti di quelli delle criptovalute.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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