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Bitcoin BANNATO in Russia? | Attenzione! Le cose sono diverse…

Come purtroppo spesso accade, il FUD prende il possesso della scena cripto, con notizie non sempre esatte che vengono riportate dalla stampa, in Italia e non.

Ultimo FUD in ordine di apparizione è stato il supposto ban russo per Bitcoin e criptovalute, un ban che sarebbe stato proposto dalla Banca Centrale e che, sempre secondo certa stampa, avrebbe grandi possibilità di venire approvato. Le cose, come spesso accade, non stanno esattamente così. Proveremo a fare chiarezza durante una giornata non al top per il settore, con $BTC che continua a veleggiare intorno ai 38.000$ e il resto del settore che ha le medesime difficoltà.

No, non c’è ancora un ban delle cripto in Russia

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Cosa sta succedendo davvero in Russia?

Il messaggio che è passato, tramite titoli ma anche tramite lunghi articoli poco informati è che il ban di Bitcoin e delle altre criptovalute sia ormai cosa quasi fatta in Russia, dato che a proporre la mossa è stata la banca centrale.

In realtà le cose non stanno esattamente così, perché i russi, anche nel caso in cui dovesse passare questa legge, avranno la possibilità di detenere $BTC, Ethereum e le altre criptovalute liberamente, da trattare però come asset finanziari e non come valuta spendibile. Ma cerchiamo di vederci chiaro punto per punto.

  • Come saranno vietate le cripto?

In realtà, come detto poco sopra, nel caso in cui dovesse passare questa proposta, i privati avrebbero comunque la libertà di detenere qualunque criptovaluta, trattandola come asset finanziario. Non sarà però possibile utilizzarle in pagamento. E non sarà possibile al tempo stesso per le aziende detenerle in cassa.

  • Multe, ma non prigione

Falsa anche l’affermazione che i contravventori saranno destinati al carcere. Saranno previste nel caso delle multe, la cui definizione non potrà che passare dalla Duma, il parlamento locale.

  • Una mattana della banca centrale

La mossa non ha almeno per il momento alcun tipo di sostegno politico. A parlare è la banca centrale russa, che si occupa di regolamentare anche i mercati e che è stata sempre piuttosto contraria all’introduzione delle criptovalute nel paese. Tra i problemi spesso sottolineati abbiamo la pseudoanonimità degli utenti e anche il fatto che quantità di capitale importante si siano dirette ormai verso quel mercato.

Quante chance ha di passare?

Difficile a dirsi adesso, ma il fatto che la banca centrale abbia fatto una proposta del genere non vuol dire inclusione automatica nel codice russo. Tutt’altro, si stanno già creando dei movimenti di opinione e politici folti, a difesa della libertà dei cittadini di utilizzare le criptovalute.

Inoltre la banca centrale stessa ha chiesto agli operatori di mercato di fornire i loro pareri e le loro opinioni, per arricchire la discussione e per rendere eventuali operazioni in linea con il loro sentire.

Per molti sarà impossibile da implementare

Un ban di questo tipo sarà molto difficile da implementare, anche potendo ad esempio identificare chi sta facendo girare mining rig, tanto per il mining Bitcoin quanto per altre criptovalute.

Perseguirli però potrebbe avere dei costi molto importanti, che potrebbero rendere la candela troppo costosa per il gioco. Questo è quanto ci arriva dalla Russia, dove in realtà questa fake news per ora, ovvero dell’implementazione di un ban di questo tipo, è trattata con molta più leggerezza che in Europa e sulla stampa specializzata e non.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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