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Draghi: “Le criptovalute sono titoli finanziari e non valuta in senso stretto”

Anche Mario Draghi ha avuto modo di dire la sua sulle Criptovalute. L’attuale leader della Banca Centrale Europea (da qui in avanti BCE) ha infatti avuto modo di esprimersi sul settore delle criptovalute durante l’ECB Youth Dialogue Conference, ovvero la conferenza per il dialogo con i giovani organizzata dalla Banca Centrale Europea.

“Le criptovalute – Bitcoin e simili – non sono valute a tutti gli effetti. Sono titoli finanziari. Un euro è un euro oggi, domani e tra un mese, sarà sempre 1 euro. E c’è la BCE dietro l’Euro” – ha detto Draghi alla platea di giovani – “Il valore delle criptovalute è invece estremamente instabile”.

Nonostante ci siano moltissime banche centrali ai quattro angoli del mondo che hanno puntato proprio su Blockchain e criptovalute, Mario Draghi sembrerebbe essere dunque di diverso avviso, sottolineando il suo ruolo alla BCE e il ruolo che questa istituzione gioca nell’economia europea.

Draghi si era già espresso inoltre sulla possibilità che la BCE intervenisse sul mercato delle criptovalute, affermando che “il mercato è ancora troppo basso per capitalizzazione per presupporre l’intervento della BCE al fine di regolamentarlo”, sottolineando come la questione riguardi principalmente – invece – la protezione dei consumatori, questione che è ovviamente al di fuori dalla portata e dagli scopi della Banca Centrale Europea.

La BCE informerà gli investitori e i risparmiatori

Draghi ha inoltre fatto intendere che nei prossimi mesi la BCE (probabilmente attraverso ESMA) indicherà obblighi per exchange e per broker che trattano appunto le criptovalute.

Saranno implementati obblighi di massima trasparenza, atti appunto a mettere in guardia i potenziali investitori sprovveduti dagli investimenti in criptovalute.

Non possiamo, sotto questo aspetto, che concordare con quanto affermato dal capo della BCE: c’è sicuramente necessità di una maggiore informazione per quanto riguarda le criptovalute, soprattutto in virtù del fatto che, sempre più spesso, quando i media generalisti si trovano a parlare di Bitcoin e compagnia, non sempre lo fanno per informare, ma sempre più spesso per riportare esclusivamente notizie sensazionalistiche che poco aggiungono alla conoscenza del risparmiatore.

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