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Crollo Ethereum e Bitcoin: che sta succedendo? | Le crypto moriranno?

Ancora crolli e ancora crisi. Il mercato delle criptovalute e di Bitcoin brucia una parte consistente dei guadagni delle ultime sei settimane, in concomitanza dei minimi che avevano terrorizzato tanto gli investitori quanto gli utenti. E la ripresa che aveva riportato Bitcoin sopra i 23.000$ e Ethereum a lambire soglie altrettanto importanti ora appare come il più classico dei fuochi fatui.

Come hanno già detto diversi commentatori e come abbiamo scritto anche noi poco fa tutto sembra dipendere dalle condizioni macro, con diversi scenari di crisi che continuano ad accumularsi, soffocando qualunque tipo di tentativo di ripresa da parte del mercato, tanto per quanto riguarda le criptovalute, tanto per quanto concerne gli altri mercati, compreso quello azionario in una certa parte.

Una situazione che però ha aperto anche a delle opportunità per molti, che stanno effettivamente cercando di rastrellare quante più cripto possibili su questi prezzi molto convenienti. Possiamo trovarle su eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratuito con gli STRUMENTI PREMIUM per fare trading – intermediario che ci permette di investire su 78+ cripto, tutte le migliori che possono interessare gli investitori più evoluti.

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Crollo criptovalute: i mercati continuano ad andare alla deriva

Ethereum che ha perso quasi il 10%, Bitcoin poco meglio, ma forse soltanto perché arrivava comunque da un rialzo decisamente meno interessante. Settore altcoin che, come è stato efficacemente definito, è un autentico mare di rosso. Una situazione che ha gettato di nuovo nello sconforto investitori e semplici appassionati, che si trovano a fare i conti con un ulteriore crollo e con la perdita di tutti i gain delle ultime settimane o quasi, fatta qualche rara eccezione.

Come è stato intelligentemente detto dal leader di Cardano, siamo davanti ad uno di quei momenti di grande sconquasso nella cosiddetta economia e finanza classica, tale da rendere assolutamente inutile anche soltanto pensare di collegare il prezzo alle effettive sostanze che il mondo cripto può offrire. In altre parole sono le condizioni macro a dominare in lungo e largo lo scenario, facendo salire o scendere gli asset di rischio con uno schiocco delle dita, o meglio, con un piccolo accenno a questa o quella terrorizzante situazione.

Situazioni terrorizzanti che in realtà sono molte e giocano tutte contro i cosiddetti asset di rischio, ovvero quegli asset e quei titoli che i mercati percepiscono come più rischiosi, asset che in genere risentono in modo consistente di quanto avviene in termini di strette o espansioni monetarie e anche dell’andamento generale della produzione industriale e dei servizi. Le questioni sul tavolo sono tante e sarebbe anche il caso di elencarle anche per capire cosa c’è in ballo e quali saranno le forze che alimenteranno (o spegneranno) il mercato.

  • Inflazione USA

Rimane uno dei fattori principali, anche se con i problemi energetici dell’Europa le discussioni anche sulle principali testate si sono orientate altrove. Fed ha lasciato intendere a più riprese di voler continuare con strette importanti in termini di rialzo di tassi e di riduzione del proprio bilancio. Qualcosa che produrrà, con certezza pressoché matematica, delle contrazioni anche per l’economia degli USA.

USA situazione economica
La situazione degli USA è la meno preoccupante

Fino a qualche tempo fa si parlava di soft landing, ora c’è da capire quanto durerà una recessione, perché di tale si tratta, per quanto si faccia di tutto per cambiare i criteri che la definiscono. E questa è già una fonte di grande preoccupazione, come è comprensibile, per gli investitori di mezzo mondo. Su questa situazione non tranquilla si aggiunge un’Europa stretta nella morsa della carenza di energia e di materie prime, un’inflazione forse più alta e meno libertà di manovra.

  • Disastro UE

L’Europa si è trovata a decidere di fronteggiare indirettamente un conflitto forse nel momento peggiore della sua storia recente, dopo che si è usciti da 2 anni pandemici fatti di restrizioni anche alle attività economiche, con un prezzo che inevitabilmente paghiamo oggi. Oltre al conto già salato da pagare, arriva anche una crisi energetica che è soltanto in parte frutto della guerra a Putin, con il conflitto russo-ucraino che l’ha però esacerbata ulteriormente.

Europa guai situazione economica
L’Europa in guai grossi – il vero malato globale

A chi guarda i mercati delle criptovalute e di Ethereum e Bitcoin dovrebbe interessare meno la questione geopolitica e più cosa servirà per uscire da questa situazione. La brutta, anzi bruttissima notizia per i mercati (che hanno in parte già scontato) è che lo spazio di manovra dell’Europa è estremamente ridotto.

Oltre a non poter trovare rimpiazzi al gas russo nel giro di 1 mese o 2, l’Europa si trova nella condizione di poter giocare poco con i tassi di interesse, data la situazione preoccupante del debito pubblico italiano, così come quella di altri debiti soltanto marginalmente migliori del nostro come sostenibilità. Una situazione che richiederà l’intervento forte di qualche sorta di miracolo, ma che più probabilmente si protrarrà per diverso tempo, distruggendo parte della produttività e della ricchezza.

Conseguenze comunque prevedibili di una certa leggerezza nella gestione della massa monetaria e delle rigidità di due anni che l’Europa evidentemente non poteva permettersi di vivere al 70% delle sue possibilità.

  • Si parla poco di Asia, ma…

La situazione non è per niente tranquilla almeno su due fronti. Da un lato infatti abbiamo la situazione del Giappone, con lo Yen in caduta libera e che sta innescando l’apertura delle swap lines di Fed, canali specifici nati durante la crisi del 2009 che permetteranno a Fed di garantire liquidità in dollari alla banca centrale giapponese. Buon segno l’intervento, pessimo segno però che ci si sia dovuti arrivare a poco più di 13 anni dall’ultima crisi. Per qualcuno un altro segnale del fatto che il mondo delle fiat currency ha ormai ampiamente superato il punto di non ritorno. Nonché uno dei motivi che dovrebbero portarci a valutare in modo molto più concreto hard money come Bitcoin.

Situazione anche difficile in Cina, dove tra crunch del credito e settore immobiliare che scricchiola – e il proseguimento di una politica feroce di zero COVID – potrebbero esserci problemi importanti. Problemi che si erano già palesati con la crisi di Evergrande ma che per il momento le autorità di Pechino sembrano avere, con un certo grado di successo, nascosto sotto il tappeto. Il tutto nel mentre di una guerra dove la Cina, seppur indirettamente, è costretta a giocare un ruolo importante.

  • Il dollaro forte ricetta perfetta per il disastro

In particolare per paesi emergenti e per paesi che comunque hanno parte del loro debito denominato in dollari e ancora per quelli che con una valuta molto meno forte devono accedere a mercati, vedi materie prime, dove contano soltanto i bigliettoni verdi. Fed sembra pronta ad attivare i suoi swap, ma questi non possono sopperire a tutte le problematiche dei paesi emergenti, molti dei quali fuori da questi programmi.

BItcoin dollaro forte
Il dollaro forte è fonte di enorme preoccupazione

Apocalisse dei mercati cripto? Troppo presto per fare inutili funerali

Chi è come noi sul campo da diversi anni ci è ormai abituato. Ad ogni crisi del settore c’è chi prepara funerali, ordinando già fiori, bare e anche organizzando cortei funebri. Noi ci siamo già espressi con il nostro account Twitter ufficiale.

No, Bitcoin e cripto non moriranno e forse in condizioni di particolare stress almeno il primo potrebbe entrare nelle tasche, virtuali, di tante persone che oggi non l’avevano ancora preso in considerazione. Perché come abbiamo già visto è nei momenti di crisi che brilla, anche se sono momenti di crisi che ovviamente non auguriamo a nessuno.

Certo è che questa sarà una lezione di quelle a caro prezzo, quel tipo di lezioni che in pochi comprenderanno, con la massa di inebetiti che finito questo ciclo permetterà inevitabilmente che si creino a livello politico le condizioni per rivivere ancora, ancora e poi ancora questa orgia di stampanti senza limiti, di litanie ESG e di contrasto al naturale sviluppo dell’economia.

In molti si sono avvicinati a Bitcoin e cripto attirati dai guadagni fantascientifici che offrivano fino all’anno scorso. Qualcuno è rimasto, dopo aver capito che $BTC è geneticamente diverso dal denaro fiat che siamo purtroppo abituati ad utilizzare. E per quanto ora sia ancora considerato come asset di rischio, cogliamo – questo il nostro invito – questo momento di paura e di assenza di alternative come occasione per capire davvero perché Bitcoin è importante – e perché potrebbero esserlo in altri contesti anche altri progetti.

Bitcoin eroe del momento
Bitcoin pronto a trasformarsi in eroe?

Non ci sono pasti gratis, amava ripetere un nobel dell’Economia che è poi il teorico dell’azione tramite base monetaria a sostegno dei cicli. Qualcuno dalle parti di Francoforte deve averlo inteso come date il via libera alle stampanti. Essendo compartecipe, non ci vuole un economista austriaco per capirlo, del disastro che stiamo affrontando.

Un disastro che però non riuscirà ad ammazzare le cripto e neanche Bitcoin. E anzi, i migliori progetti ne usciranno addirittura fortificati. Perché sempre più persone si saranno rese conto della pericolosità dell’economia e dei canali di pagamenti pianificati e controllati centralmente.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.
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