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Addio crypto Revolut

Revolut US CHIUDE la divisione crypto | Da ottobre non…

Revolut chiude la divisione crypto negli USA. Ecco cosa sta succedendo.

L’attacco frontale al mondo crypto da parte delle autorità USA continua a mietere vittime. Revolut – dopo che gruppi come Robinhood hanno limitato l’accesso a certe crypto – ha ora annunciato la sospensione fino a data da destinarsi di qualunque tipo di trading crypto sulle proprie piattaforme.

Questo riguarda anche le criptovalute che mai sono state segnalate da SEC come possibili security e dunque come Bitcoin. Dal 2 settembre non sarà più possibile fare acquisti e da ottobre non verrà più garantito accesso neanche alle funzionalità rimanenti.

L’azienda ha chiaramente citato problemi di carattere legale – dovuti all’incertezza dello status di questi asset negli USA – come motivazione per questa scelta radicale. Ai recenti attacchi di SEC al mondo crypto abbiamo dedicato anche uno speciale sul nostro Magazine – utile per capire cosa ci sia effettivamente in ballo e quali siano i rischi del settore.

Revolut abbandona le crypto

Mossa radicale per Revolut – che riguarda però soltanto gli Stati Uniti. Da settembre non sarà più possibile acquistare crypto tramite la piattaforma e da ottobre qualunque tipo di servizio legato a questa categoria di investimenti verrà sospeso. Non è chiaro se e quando l’azienda deciderà di tornare a permettere questo tipo di attività all’interno della propria piattaforma.

La decisione sembrerebbe essere legata anche alla difficoltà, per questo tipo di servizio, ad accedere a partner bancari negli Stati Uniti – e con ogni probabilità anche al dietrofront di BAKKT.

Questa decisione non è stata presa alla leggera e capiamo il disappunto che questa potrebbe causare. La sospensione non colpirà gli utenti Revolut fuori dagli Stati Uniti e impatterà per meno dell’1% degli utenti crypto Revolut su scala globale. I clienti Revolut in qualunque altra giurisdizione possono continuare a iscriversi.

Questo è quanto è stato comunicato da Revolut a Coindesk. Non sembra siano state comunicate eventuali condizioni per il ritorno all’operatività negli USA.

Un gioco che non vale la candela

Vale la pena di sottolineare che il business di Revolut negli USA, almeno per le criptovalute, è estremamente limitato e non sembra possa impattare granché né sul mercato, né sulle operazioni di Revolut stessa.

Con ogni probabilità a fronte di livelli di attività così contenuti, l’azienda ha preferito dare un taglio netto piuttosto che muoversi da equilibrista in risposta ad ogni attacco di SEC a questo o quel progetto, o a qualche exchange.

Rimane comunque notevole l’effetto SEC negli USA – con pochi operatori (quasi tutti crypto-native) disposti a correre il rischio di vedersi recapitare ciò che da noi sarebbe contenuto nella proverbiale busta verde.

La questione comunque non finirà qui, almeno per gli altri operatori del mondo crypto. L’abbandono di Revolut vorrà dire poco, in una guerra che è già esplosa in tutto il suo fragore e della quale dovremo continuare a parlarvi nei prossimi mesi.

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